La Teoria del Tutto – recensione

theory-of-

La Teoria del Tutto (The Theory of Everything) di James Marsh, con Eddie Redmayne, Felicity Jones, Charlie Cox, David Thewlis.   Gran Bretagna 2014

di Emanuele D’Aniello

Nei giorni scorsi, curiosamente, abbiamo avuto già modo di parlare del modo di realizzare il tipico biopic inglese, divenuto ormai quasi un genere a se stante. E’ successo in occasione del commento a The Imitation Game, evidenziando come quel film, senza abiurare le caratteristiche principali ed i più noti clichè, riuscisse comunque a rielaborarli, risultando originale pur rimanendo convenzionale. Ecco, la stessa cosa non possiamo dire di La Teoria del Tutto. Il film è un biopic standard in tutto e per tutto, nel mondo di trattare i personaggi, ovvero il meno negativo possibile, fino alla narrazione, raccontato in modo cronologico senza particolari guizzi.

I due film sono simili ovviamente per per il soggetto: il racconto della vita di un grande uomo, fonte d’ispirazione e ammirazione in tante persone. Passiamo da Alan Turing a Stephen Hawking, un personaggio c’è da ammetterlo ben più noto, sia perchè ancora vivo, sia perchè la sua condizione fisica lo ha reso un simbolo di tenacia ancora più forte di quanto già non fosse per la sua sua straordinaria intelligenza. Se però The Imitation Game (duole dover ancora fare paragoni, ma è un buon di partenza per la nostra analisi) riusciva a bilanciare la vita personale e quella professionale di Turing, lo stesso ora non possiamo dire dello sviluppo del personaggio Hawking, ed è questo il limite più grande e ovviamente fondamentale di La Teoria del Tutto. Il film è essenzialmente una grande storia d’amore tra Hawking e la prima moglie Jane, un ritratto ampio, indubbiamente sincero e molto toccante, delle difficoltà quotidiane presenti quando uno dei due coniugi è disabile. Un tema interessante, ma se il tuo film è La Teoria del Tutto questo diventa sicuramente un grosso limite. Non vediamo quanto si dovrebbe e come si dovrebbe lo Stephen Hawking scienziato, le difficoltà del mondo accademico, i drammi di studiare e fare scoperte in una condizione fisica a dir poco straziante, il contributo dato da Hawking alla scienza mondiale, la nascita e lo sviluppo del famoso studio sui buchi neri. Tutto questo è in secondo piano perchè al film interessa la storia d’amore e strappare qualche lacrima. Perdonate la poca delicatezza, ma se al post di Hawking ci fosse stato un altro disabile meno noto, il film non sarebbe cambiato, e capire benissimo che questo è più di un limite.

La scorsa volta parlavamo proprio di scrittura e recitazione, ma se stavolta la prima è standard e anzi quasi dannosa, fortunatamente il secondo elemento è intatto, e ancora una volta ciò che salva il film. Indubbiamente il ruolo è molto vistoso e alcuni direbbero furbo, ma Eddie Redmayne è eccezionale nel tratteggiare il suo Hawking. L’attore inglese è bravo nel creare il personaggio prima della malattia, perchè quello è il momento in cui plasmare le caratteristiche ricorrenti, e quando la prova fisica si fa più intensa non lascia nulla al caso. Guardatelo nella parte finale, quando può recitare praticamente solo con le sopracciglia e pochissime altre parti del corpo, e la sua umanità è ancora intatta. Forse però la sua prova è persino superata da quella di Felicity Jones, che interpretando Jane Hawking ha ovviamente una parte meno vistosa ma proprio per questo più complicata. Il film è praticamente la sua storia, e la Jones è davvero fantastica nel comunicare dolore, tenacia, rabbia e speranza, tutti ingabbiati in una prigione interiore di sentimenti repressi da anni di vita impossibile.

La Teoria del Tutto rende giustizia al Stephen Hawking uomo ma non al Stephen Hawking scienziato, come se tutto quello per cui ha lottato fosse meno importante della lotta stessa. Indubbiamente il film raggiunge ugualmente il proprio scopo, cioè parlare al cuore degli spettatori ed emozionare, come detto soprattutto grazie alle prove di Eddie Redmayne e Felicity Jones, ma si accontenta di essere un discreto film quando poteva essere un grande film.

stellastellastellano_stellano_stella

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...