I 70 Migliori Film degli Anni ’70 (Ultima Parte)

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di Emanuele D’Aniello

Incredibile, ma è finita. Come avevamo fatto scoprendo i migliori film degli anni 2000 e poi degli anni ’90, e poi degli anni ’80, anche ora abbiamo analizzato pellicole proveniente da ogni parte del mondo, di ogni genere, e ora arriviamo a svelare i dieci migliori film degli anni ’70. Dopo aver visto tantissimi film dal grandissimo valore, senza indugi arriviamo dritti alla vetta.

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10.  ALIEN  (di Ridley Scott, USA 1979)

Uno dei migliori, celebri e amati film di fantascienza di sempre, in realtà di sci-fi ha soltanto il pretesto e l’ambientazione, per il resto Ridley Scott realizza un vero e proprio horror nello spazio, uno dei più efficaci e terrificanti mai concepiti. Insuperato nell’uso della tensione e della scenografia che diventa vera co-protagonista, un ambiente claustrofobico da cui è impossibile scappare perchè all’interno di una astronave nello spazio profondo, Alien è un capolavoro che ha dato il via ad una saga e generato tanti clichè. Il personaggio di Ellen Ripley, immortalata da Sigourney Weaver nella mente di ogni appassionato, è il prototipo dell’eroina moderna, uno dei personaggi femminili migliori nella storia del cinema.

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9.  GUERRE STELLARI  (di George Lucas, USa 1977)

Star Wars è tante cose, ma prima di tutto è una bella storia di cinema e di vita. Descritto come un Western nello spazio, sul suo regista George Lucas non ci avrebbe scommesso un centesimo nessuno. Nemmeno gli attori, e non stiamo parlando di gente affermata che poteva permettersi di snobbarlo, ma di persone come Harrison Ford che sarebbero diventate famose solo in un secondo momento grazie, appunto, a George Lucas. Quando esce Star Wars, nel 1977, la fantascienza è considerata, a parte particolari ed importanti casi, un genere di serie B, buona per i ragazzini. Nonostante il successo contemporaneo, la serie televisiva Star Trek (1966-1969) stentò a decollare e non era ancora stato girato un prodotto moderno capace di succedere a Metropolis (1927), capolavoro fantascientifico di Fritz Lang a cui lo stesso Lucas si ispirò per il suo film. Star Wars è il film che ha avuto più successo nella storia del cinema contemporaneo: esistono persone che si sono sposate a causa di questo film, bambini che sono stati chiamati Luke, Leia o Han, scrittori ora affermati che hanno iniziato la loro carriera scrivendone fan fiction. Le chiavi di lettura sono diverse, ma si possono riassumere in poche parole: è una lotta tra il bene e il male, ossia la storia più vecchia del mondo che si trova alla base dell’immaginazione umana. Star Wars funziona perché le morali di questo film sono semplici: la crescita, che si ottiene tramite il lavoro, che deve essere eseguito tramite un insegnamento, ma ci vuole forza di volontà, per raggiungere i propri sogni. Provate a leggere i periodi di fila e poi solo le parole sottolineate; noterete la trama di Guerre Stellari e le morali che insegna.

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8.  BARRY LYNDON  (di Stanley Kubrick, Gran Bretagna 1975)

Spesso, il difetto che i detrattori di Kubrick usano per criticarlo, è la sua eccessiva freddezza e totale distacco dai personaggi e dagli eventi che porta in scena. Non a caso, anche un capolavoro assoluto come Barry Lyndon è ricordato soprattutto per la messa in scena, per le inquadrature impeccabili, pittoriche nel vero senso della parola, per l’incredibile ricostruzione d’epoca, per l’impareggiabile fotografia qui tutta giocata sulle luci vere e su speciali lenti il cui aneddoto è ormai leggendario per ogni appassionato di cinema. E tutto questo è verissimo, per un regista famoso come maniacale e perfezionista, questo è il suo film più formalmente perfetto. Barry Lyndon però è anche altro, una storia fantastica ed enormemente emozionale, l’ascesa e la caduta di un uomo raccontata con ironia e malinconia. Insomma, un film perfetto.

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7.  IO & ANNIE  (di Woody Allen, USA 1977)

Il film di Woody Allen per antonomasia, che lo consacra come grande cineasta e gli fa vincere gli Oscar più importanti, cosa inusuale per una commedia. Il comico Alvy Singer si è lasciato con Annie dopo un anno circa di relazione e si ritrova ora a raccontare la storia del loro rapporto, cercando di capire se alla base della rottura ci sono problemi derivati dall’infanzia, rivivendo l’evoluzione del loro amore, dalle prime fasi di felicità fino alla definitiva rottura. Un film che ha fatto storia e scuola, il capostipite di milioni di commedie romantiche nevrotiche degli anni seguenti, un manifestato realistico e spietato sulle difficoltà di amare, amarsi e far derivare dall’amore una relazione resistente alle circostanze della vita quotidiana. E poi l’uso di ogni tecnica possibile: dalla voce fuori campo allo schermo diviso, dalla sequenza animata ai sottotitoli per i pensieri, e un personaggio Annie Hall che è stato per anni il simbolo del femminismo americano.

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6.  LO SQUALO  (di Steven Spielberg, USA 1975)

 

Il film che ha creato in America la concezione del blockbuster estivo, è un’opera in cui i limiti del capolavoro e del semplice caso/evento cinematografico si confondono più che mai. Dopotutto, quando ancora oggi all’ennesima visione la tensione del film non diminuisce, capiamo di assistere ad un qualcosa più unico che raro. Un giovanissimo ed inesperto Spielberg gioca a fare l’Hitchcock e ci riesce perfettamente, sfruttando le più comuni paure umane e creando il mito con l’immortale musica di John Williams. Se per anni dopo il film gli americani hanno avuto paura di entrare in acqua, capiamo quanto un’opera di finzione possa entrare nell’immaginario collettivo e non uscirne più.

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5.  QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CUCULO  (di Milos Forman, USA 1975)

Nelle mani di qualcun altro, questa storia ambientata in un manicomio avrebbe potuto trasformarsi in una montagna di melassa, diventando una zuccherosa storia hollywoodiana. Invece l’attento Milos Forman porta nel progetto la propria sensibilità europa (dopotutto è cecoslovacco) e riesce a narrare una storia umanissima e profondissima evidenziando gli aspetti più particolari ed eccentrici dell’anima di ogni dei personaggi, fino alla coda di uno dei finali più tristi mai visti sul grande schermo, lanciando un forte grido di protesta contro il barbaro e ipocrita trattamento del diverso. Le fantastiche prove degli attori protagonisti sono state giustamente premiate con due Oscar, i duelli verbali tra Jack Nicholson e la crudelissima Louise Fletcher sono pietre miliari del cinema americano.

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4.  ARANCIA MECCANICA  (di Stanley Kubrick, Gran Bretagna/USA 1971)

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Stanley Kubrick appartiene a quella ristretta cerchia di registi le cui opere possono essere quasi tutte considerate cult. Arancia Meccanica, tuttavia, è forse il suo film più caratteristico, trasportato velocemente nell’immaginario collettivo per mezzo di molteplici ingredienti. In primis i personaggi, cinici e violenti, inseriti in un’ambiente ancora più cinico e più violento. Questo scenario, molto teatrale per certi versi, ha formato un significativo cult following. Due domande sorgono spontanee: i drughi, comandati da Alex, si vestono già così e hanno già quel particolare modo di esprimersi per loro natura oppure tutto questo è dettato dall’ambiente che li circonda? E nel primo caso, sono loro ad aver creato quest’ambiente? Un altro ingrediente molto importante di questo film, tratto da un romanzo di Anthony Burgess, è la presenza di minuziosi dettagli, che donano alla pellicola un tocco caratterizzante: è il caso del latte più, “latte rinforzato con qualche droguccia mescalina”, che i drughi bevono quando si radunano all’interno del Korova Milk Bar. Tale prodotto è oggi in commercio e si può trovare in qualche bar reale (ovviamente senza l’ingrediente segreto!). Il film inizialmente fu criticato da una parte del pubblico, che accusava Kubrick di essere stato troppo diretto nella rappresentazione del messaggio. In realtà è un controsenso: un film con un così forte messaggio relativo alla violenza – da non confondere con un film che semplicemente contiene violenza e la utilizza come puro spettacolo – difficilmente può evitare scene dirette e crude, poiché il cinema è un’arte che mostra, non che racconta.

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3.  TAXI DRIVER  (di Martin Scorsese, USA 1976)

Uno dei film più innovativi della storia del cinema. Tutto ha inizio con la devastante insonnia di Travis Bickle, un reduce della guerra del Vietnam, che per gestire questo problema diventa un tassista prevalentemente notturno. La maestria del regista sta nel mettere in contrapposizione il lavoro di Travis, che lo costringe per forza di cose ad intrattenere rapporti sociali, con la sua vita, deprimente, vuota, alienata, inconcludente. Questa contrapposizione funge da potente esplosivo: Travis perde ogni contatto con la realtà per vestire i panni di un aspirante terrorista, arrivando ad un finale che rappresenta un punto di svolta nel cinema moderno.

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2.  APOCALYPSE NOW  (di Francis Ford Coppola, USA 1979)

Servirebbero ore per discutere di questo capolavoro, uno dei film più complessi, affascinanti, visionari, ambiziosi nella storia del cinema. Dalle difficoltà nella realizzazione di ogni specie (è stato fatto addirittura un bellissimo documentario al proposito) fino ai significati più reconditi, passando per i deliri di onnipotenza di Coppola, Apocalypse Now più che un film è un’esperienza che va vissuta, ed i problemi ne hanno solo alimentato il mito. Una autentica opera d’arte che racconta in maniera viscerale la caduta e le nefandezze commesse dalla civiltà occidentale, un viaggio interiore nel male, un’allegoria sulla follia umana, usando il Vietnam per raffigurare la guerra nel senso più concettuale del termine. “L’orrore…..l’orrore” evocato dal colonnello Kurtz rappresenta il limite massimo a cui l’umanità può spingersi prima di autodistruggersi.

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1.  IL PADRINO / IL PADRINO PARTE II  (di Francis Ford Coppola, USA 1972 & 1974)

Ok, ho un po’ barato mettendo due film pari merito al primo posto, ma scindere i primi due capitoli della saga di Il Padrino fondamentalmente sarebbe ingiusto. Piuttosto, sarebbe davvero difficile: come si può scegliere tra il primo film, che dalla sua ha il gusto della prima volta, un tono epico e melanconico, la favolosa performance di Marlon Brando, ed il secondo film, che dalla sua ha la forza di una tragedia shakesperiana, il bellissimo racconto delle origini di Vito Corleone, la sicurezza del grande classico epico?Il Padrino è la raffigurazione della saga familiare dei Corleone e della vita mafiosa, mentre Il Padrino Parte II è la distruzione di quei legami familiari e culturali, la trasformazione definitiva di Michael Corleone e la sua discesa negli Inferi della moralità, tra di tradimenti e dannazione eterna. Coppola dalle pagine di Mario Puzo ha realizzato due trai capolavori più influenti, citati, amati ed imitati nella storia del cinema.

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E ora, qualche curiosità sul lungo elenco di film. Questi sono i registi con più di un film presente in classifica:

4 Francis Ford Coppola

3 Andrej Tarkovskij

3 Werner Herzog

3 Robert Altman

3 Hal Ashby

2 Ingmar Bergman

2 Stanley Kubrick

2 Martin Scorsese

2 Sidney Lumet

2 William Friedkin

2 Steven Spielberg

2 Woody Allen

2 Ridley Scott

2 Bernardo Bertolucci

2 Terrence Malick

2 Bob Fosse

2 George Lucas

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E ora, le citazioni anno per anno:

1970: 6 film presenti (il migliore Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto)

1971: 6 film presenti (il migliore Arancia Meccanica)

1972: 7 film presenti (il migliore Il Padrino)

1973: 9 film presenti (il migliore L’Esorcista)

1974: 6 film presenti (il migliore Il Padrino Parte II)

1975: 10 film presenti (il migliore Qualcuno volò sul nido del cuculo)

1976: 4 film presenti (il migliore Taxi Driver)

1977: 9 film presenti (il migliore Io & Annie)

1978: 4 film presenti (il migliore Il Cacciatore)

1979: 10 film presenti (il migliore Apocalypse Now)

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E così siamo arrivati alla conclusione di questa lunghissima e complicata classifica. Speriamo di aver mostrato davvero il meglio cinematografico degli anni ’70, e soprattutto di avervi convinto a recuperare diversi film che magari prima nemmeno conoscevate. Fortunatamente, il cinema non si ferma mai.

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