I 70 Migliori Film degli Anni ’70 (Seconda Parte)

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di Emanuele D’Aniello

La scorsa settimana abbiamo iniziato una folle cavalcata per scoprire gli 70 miglior film degli anni ’70, probabilmente una delle classifiche più difficile da fare. Ricordando come questo elenco sia il più imparziale possibile, e come la differenze tra i vari titoli sia davvero minima, perchè parliamo del meglio tra centinaia di migliaia di pellicole realizzate, continuiamo a scalare le posizioni rivisitando incredibili opere cinematografiche

posizioni 70-61

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60.  TRE DONNE  (di Robert Altman, USA 1977)

Vedendo questo film, pare quasi strano che il regista sia Robert Altman. Indubbiamente, è l’opera del grande maestro americano più bizzarra, surreale, enigmatica e per questo affascinante, continuamente aperta a discussioni ed interrogativi. Tre donne, tre personaggi per indagare il tema dell’identità senza seguire una chiara linearità, con scene oniriche e scene forse oniriche che sembrano tirate fuori dal miglior Bergman.

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59.  IL VIOLINISTA SUL TETTO  (di Norman Jewison, USA 1971)

Uno degli ultimi grandi musical classici dell’epoca d’oro del genere, Il Violinista sul Tetto è un potente ritratto delle tradizioni della comunità ebraica, delle contraddizioni della religione impiantata nella società, ed una grande saga familiare. Soprattutto, con musiche trascinanti ed un regia viva, è un autentico spettacolo visivo e sensoriale. La strabordante prova del protagonista Topol è il filo che lega emotivamente tutto il film.

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58.  OLTRE IL GIARDINO  (di Hal Ashby, USA 1979)

15 anni prima di Forrest Gump, la figura del sempliciotto in grado di cambiare il mondo per tutti era quella di Chance il giardiniere, personaggio divenuto immortale grazie all’interpretazione delicata, calibrata, intensissima dell’indimenticato Peter Sellers. Il film è una intelligente ed amara satira sulla società americana all’epoca dell’esplosione della tv, della celebrità di cartone e delle stelle lampo.

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57.  ANIMAL HOUSE  (di John Landis, USA 1978)

Vero grande cult per intere generazioni, è il film che lancia definitivamente le carriere di John Landis, di John Belushi, dei talenti dello show tv Saturday Night Live, e soprattutto di un intero filone comico che esploderà nel decennio successivo. La comicità demenziale si mischia all’effetto nostalgia dei tempi passati della scuola, tutto questo in un cocktail che sfocia nella pura anarchia incarnata perfettamente da John Belushi, mattatore del film e simbolo di quel mondo. Scene, frasi e personaggi entrati nell’immaginario collettivo, raramente una commedia ha segnato così fortemente il mondo del cinema.

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56.  ERASERHEAD  (di David Lynch, USA 1977)

Tutti oggi siamo concordi nel definire David Lynch come uno dei più grandi talenti visionari di sempre, forse addirittura il più folle. Immaginate il pubblico del 1977, quando per la prima volta si trovò di fronte un’opera di Lynch, ancora adesso il suo film più enigmatico e immaginifico. Questo è il cinema di Lynch, un matrimonio tra la pura arte cinematografica ed autentici incubi surreali, divertenti e disturbanti al tempo stesso.

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55.  IL TAMBURO DI LATTA  (di Volker Schlöndorff, Germania 1979)

La premessa è certamente incredibile (un bambino che decide di non crescere più, ed effettivamente smette di crescere) ma questa storia tratta dal romanzo di Gunter Grass è una analisi grottesca e feroce di venti anni di storia della Germania, naturalmente i più famosi e cupi. Un racconto struggente fatto di episodi, personaggi e soprattutto emozioni.

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54.  L’ULTIMA CORVE’  (di Hal Ashby, USA 1973)

Film simbolo della New Hollywood, come tutti quella della carriera di Hal Ashby, un ritratto amaro e sincero di un’America che non c’è più, un mondo in cui tre uomini diversissimi (due sottoufficiali scortano un marinaio condannato per furto) si incontrano, si scoprono e fanno amicizia. E’ l’essenza dell’America in un film in cui tutto funziona, dalla sceneggiatura ad una delle prime grandissime interpretazioni di Jack Nicholson.

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53.  ROCKY HORROR PICTURE SHOW  (di Jim Sharman, USA 1975)

Un cult diviene tale per anzianità: The Rocky Horror Picture Show, in questo senso, ne è l’esempio più concreto.Trasgressione, sesso, morte, sono questi dall’alba dell’uomo gli argomenti tabù della società. The Rocky Horror Picture Show ne è la quintessenza, capace di ribaltare la normalità accettata ma anche di divertire, di far riflettere ma al tempo stesso mitizzare con giocosità quegli aspetti della vita che le persone normali “sanno ma non dicono”. A tutt’oggi The Rocky Horror Picture Show viene celebrato con spettacoli teatrali, convegni e musical, essendo riuscito a mergere i principi della libertà sessuale e individuale con una trama ricca di colpi di scena. Questo film ha cult following internazionale. Jim Sharman non ha creato un film, ma un simbolo. Il cinema è e deve rimanere soprattutto una forma di espressione; e grida, in questo caso, come il Dr. Frank-N-Furter: “non sognatelo, siatelo”.

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52.  LA FEBBRE DEL SABATO SERA  (di John Badham, USA 1977)

Certo, la camminata e le movenze di Tony Manero, Ovvio, la disco music e l’immortale colonna sonora dei Bee Gees. E per carità, questi elementi che giungono all’esatto momento storico sono fondamentale nel creare il mito. Ma chi si ferma nell’analizzare il film solo a questo sbaglia, perchè la storia dei giovanotti senza speranza di una precisa Brooklyn, che vivono solo in funzione del sabato sera, è il ritratto di una generazione perduta, che porta ancora i segni del Vietnam e non intravede un futuro. Un racconto disperato, miscelato alla musica e alla danza, che ha lanciato nel firmamento John Travolta.

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51.  M.A.S.H.  (di Robert Altman, USA 1970)

Non c’è niente di meglio di ridere per graffiare, non c’è niente di meglio di una commedia per mettere alla berlina le follie della guerra e degli apparati militari. E’ una lezione che in tanti nella storia del cinema hanno appreso e applicato, tra questi dobbiamo per forza citare Robert Altman, che con la sua celeberrima satira ambientata nella guerra di Corea (seguita da una serie tv di incredibile successo) ha divertito generazioni e fatto riflettere sugli orrori di tutti i conflitti.

5 pensieri su “I 70 Migliori Film degli Anni ’70 (Seconda Parte)

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