I 60 Miglior Film degli Anni ’60 (Ultima Parte)

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di Emanuele D’Aniello

Incredibile, ma è finita. Dopo aver stilato la classifica deldecennio 2000, la classifica degli anni ’90, poi la classifica degli anni ’80, e la classifica degli anni ’70, anche ora abbiamo analizzato pellicole proveniente da ogni parte del mondo, di ogni genere, e ora arriviamo a svelare i dieci migliori film degli anni ’60. Dopo aver visto tantissimi film dal grandissimo valore, senza indugi arriviamo dritti alla vetta.

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posizioni 50-41

posizioni 40-31

posizioni 30-21

posizioni 20-11

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10.  C’ERA UNA VOLTA IL WEST  (di Sergio Leone, USA/Italia 1968)

Per tutti, la Trilogia del Dollaro rappresenta al meglio il western di Leone. Ma forse il film in cui ha messo più cuore e amore per il genere, è proprio questo epico capolavoro di tre ore, in cui sfruttando finalmente gli scenari della Monument Valley realizza il malinconico ritratto della fine di un’epoca. Con i tempi dilatati, le musiche immortali, le decisive scelte di casting, il film consacra definitivamente il passaggio di testimone da John Ford a Leoni come maestro del western.Tan

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9.  IL BUONO, IL BRUTTO, IL CATTIVO  (di Sergio Leone, Italia 1966)

Con questo film Leone ha consegnato ai posteri un autentico manuale su come si scrive e dirige un film. Epico, divertente, dissacrante, avvincente, oltre i confini del western tradizionale, l’epilogo della celebre Trilogia del Dollaro è la summa del cinema di Leone, un film da mandare giù a memoria tra citazioni immortali e scene memorabili, capace di influenzare cineasti lontanissimi dalla sensibilità culturale e non solo del regista romano.

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8.  IL LAUREATO  (di Mike Nichols, USA 1967)

Tante volte, stilando questa classifica e commentando vari film, abbiamo parlato del’influenza della contestazione giovanile e della rivoluzione sessuale. Indubbiamente, il film che riassume al meglio questi due concetti, esplorandoli con originalità, sincerità, attenzione e persino paura, è Il Laureato, uno dei film simbolo del decennio e non solo. Nella storia di un ragazzo non ancora adulto ma non più adolescente, di come non sappia cosa fare della vita e delle relazioni sentimentali, c’è tutto il mondo e la società di quel periodo. Le canzoni di Simon & Garfunkel, la recitazione leggera di Dustin Hoffman che firma un debutto da urlo, e quell’ambiguo finale che ancora oggi angoscia, ci consegnano un film indimenticabile.

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7.  IL DOTTOR STRANAMORE  (di Stanley Kubrick, USA 1964)

Kubrick lo ha detto più volte: lui voleva realizzare un film serio sui pericoli della Guerra Fredda, ma solo lavorando alla stesura della sceneggiatura si rese conto di quanto fosse surreale e assurda la situazione, di quanto il rischio della fine del mondo causata da precisi comportamenti umani fosso troppo folle per essere raccontato in maniera seria e drammatica. E così nasce una delle migliori commedie di tutti i tempi, un film divertente, folle, anche inquietante, sicuramente il più anarchico di Kubrick. Forse la più grande e più efficace satira politica mai realizzata, per l’intelligentissima sceneggiatura, per il sapiente uso delle location, per le straordinarie prove degli attori (Peter Sellers mattatore in tre ruoli), per l’audacia della tematica e soprattutto del modo in cui viene trattata e adattata in un precisissimo momento storico.

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6.  PSYCHO  (di Alfred Hitchcock, USA 1960)

Esiste un film più iconico di questo? Sicuramente nell’immaginario collettivo è il film di Hitchcock per antonomasia, forse il thriller più imitato di sempre, un concentrato di teorie freudiane che si fa beffe delle regole cinematografiche canoniche (la protagonista uccisa a metà film!) e divenuto immortale grazie alla scena della doccia e a uno dei più grandi villain nella storia del cinema. Da vedere e rivedere.

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5.  LA DOLCE VITA  (di Federico Fellini, USA 1960)

Uno dei film più famosi di Fellini, tra i più citati e conosciuti all’estero, un’opera immortale e fortemente iconica che ha incantato per decenni e affascina ancora oggi con la sua tremenda attualità. Sarà il fascino di Mastroianni, sarà la bellezza di Roma, ma La Dolce Vita prima ipnotizza e poi colpisce, ammalia e poi sferra il pugno nello stomaco, come nel finale incredibilmente d’impatto. Come spesso successo a tanti capolavori controversi, il film ha finito paradossalmente per incoraggiare gli stili di vita e le abitudini frivole che criticava e aspramente demoliva, dimostrando che il più volte l’interpretazione di un film è più importante dell’intenzione di partenza di un regista.

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4.  PERSONA  (di Ingmar Bergman, Svezia 1966)

Due figure femminili al centro della storia: Elisabeth, un’attrice depressa che non vuole più parlare, e Alma, un’infermiera giovane e con molti progetti, si ritrovano a convivere nella stessa casa per cercare di superare il mutismo e la sofferenza della prima. Questo rapporto le porterà a specchiarsi l’una nell’altra fino a perdere le proprie identità e a diventare una cosa sola. Una delle opere più sperimentali di Bergman in cui il regista cerca di far entrare lo spettatore nel profondo dei moti emotivi delle due protagoniste mostrando ancora una volta le sue immense doti stilistiche e narrative e la sua incessante analisi psicologica dell’essere umano.

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3.  LAWRENCE D’ARABIA  (di David Lean, Gran Bretagna 1962)

Se cercate al vocabolario la definizione di kolossal epico, trovate sicuramente la foto di David Lean, e più precisamente questo capolavoro. Forse il più grande biopic di tutti i tempi, il film di Lean è un affascinante e maestoso ritratto di un uomo importantissimo e magnifica metafora di come l’ossessione divora l’animo umano anche quando parte da buoni propositi, incarnata dagli occhi azzurri di Peter O’Toole. Perdersi tra le dune del deserto arabo, sotto le note di quella inconfondibile musica, da incubo diventa cinema allo stato puro. Solo al cinema spegnere un fiammifero può far sorgere il sole.

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2.  8½  (di Federico Fellini, Italia 1963)

Andate a scoprire quante volte questo film è stato citato e rifatto. Andate a rivedervi quell’inizio e quel finale. Lasciatevi rapire dallo sguardo di Mastroianni. Ripensate alla vostra infanzia, e magari a tutti i vostri amori, ascoltando le note musicali di Nino Rota. Sarà facile a quel punto capire il concetto di “capolavoro”. Solo un genio può riuscire a trasformare il blocco dello scrittore nella propria opera immortale, passando tra la biografia e la più acuta introspezione psicologica che farebbe un baffo a Freud, con continui strappi tra sogno e realtà, ricordi e presente, tanto frequenti dal lasciare molto ambiguità in quel che lo spettatore vede nello schermo. Fellini è un gigante perchè riesce a filmare e dare forma ai pensieri e all’immaginazione, e questo è il più grande testamento del suo cinema.

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1.  2001: ODISSEA NELLO SPAZIO  (di Stanley Kubrick, USA 1968)

In più di quarant’anni fiumi di parole sono state usate, scritte, spesso sprecate per parlare non di un film, non di un capolavoro del cinema, ma di una delle vette massime dell’arte del secolo scorso. Parole superflue, perchè nulla può davvero spiegare la profondità, il fascino, il mistero di un’opera che cerca di indagare e esplorare il significato della vita e cosa vuol dire essere umani. Dalla notte dei tempi le solite domande esistenziali (chi siamo, cosa facciamo, quale è il nostro scopo) hanno impegnato le menti di grandi filosofi e non solo, e Kubrick ha dimostrato che anche il cinema ha il diritto, la forza, la capacità, le potenzialità di entrare e dire la sua in questa infinita discussione.

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E ora, qualche curiosità sul lungo elenco di film. Questi sono i registi con più di un film presente in classifica:

7 Jean-Luc Godard

3 Sergio Leone

3 Michelangelo Antonioni

3 Luis Bunuel

2 Stanley Kubrick

2 Roman Polanski

2 Federico Fellini

2 Luchino Visconti

2 Mike Nichols

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E ora, le citazioni anno per anno:

1960: 7 film presenti (il migliore La Dolce Vita)

1961: 6 film presenti (il migliore L’Anno Scorso a Marienbad)

1962: 7 film presenti (il migliore Lawrence d’Arabia)

1963: 4 film presenti (il migliore 8 1/2)

1964: 5 film presenti (il migliore Il Dottor Stranamore)

1965: 2 film presenti (il migliore Repulsion)

1966: 10 film presenti (il migliore Persona)

1967: 9 film presenti (il migliore Il Laureato)

1968: 5 film presenti (il migliore 2001: Odissea nello Spazio)

1969: 5 film presenti (il migliore Z: l’Orgia del Potere)

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E così siamo arrivati alla conclusione di questa lunghissima e complicata classifica. Speriamo di aver mostrato davvero il meglio cinematografico degli anni ’60, e soprattutto di avervi convinto a recuperare diversi film che magari prima nemmeno conoscevate. Fortunatamente, il cinema non si ferma mai.

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