I 60 Miglior Film degli Anni ’60 (Terza Parte)

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di Emanuele D’Aniello

Abbiamo iniziato una folle cavalcata per scoprire gli 60 miglior film degli anni ’60, probabilmente una delle classifiche più difficile da fare. Ricordando come questo elenco sia il più imparziale possibile, e come la differenze tra i vari titoli sia davvero minima, perchè parliamo del meglio tra centinaia di migliaia di pellicole realizzate, continuiamo a scalare le posizioni rivisitando incredibili opere cinematografiche

posizioni 60-51

posizioni 50-41

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40.  SE… (di Lindsay Anderson, Gran Bretagna 1968)

Un film rivoluzionario, anarchico, assolutamente figlio del proprio tempo, un’opera unica sia per lo stile scelto (surreale e infarcito di continui sbalzi tra sogno e realtà) sia la durissima critica al sistema formativo inglese del periodo, che non a caso dopo le rivolte studentesche del ’68 porta allo spargimento di sangue finale. Un film anche profetico, basta guardare i tanti casi di cronaca che purtroppo riportano con nefasta costanza storie di sparatorie nelle scuole.

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39.  LA DONNA DI SABBIA  (di Hiroshi Teshigahara, Giappone 1964)

Oggi, l’opera di Teshigahara sarebbe catalogata nel genere di sopravvivenza, basta guardare quanti film attuali raccontano storie simili ogni anno. Ma questo elegante e al tempo stesso agghiacciante film giapponese è anche una grossa metafora della vita di coppia, vista a volte come una tortura, altre volte come una prigione dorata. Indubbiamente i temi e la forza di moltissime scene reggono ancora l’impatto del tempo.

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38.  BUTCH CASSIDY  (di George Roy Hill, USA 1969)

Quando il western americano era un genere ormai al tramonto, Hill dimostra che sfruttando i suoi miti, ma facendo un cinema diverso, nuovo, anche divertente, la grande frontiera dell’ovest e tutti i suoi racconti non possono mai morire al cinema. Con una sceneggiatura equilibrata, ed una colonna sonora divenuta famosissima, la grande abilità del film è quella di fondere l’iconicità dei banditi leggendari Butch Cassidy e Sundance Kid con la notorietà planetaria dei volti chiamati ad interpretarli, Paul Newman e Robert Redford.

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37.  PER QUALCHE DOLLARO IN PIU’  (di Sergio Leone, Italia/Spagna 1965)

Già l’anno precedente Sergio Leone e Clint Eastwood avevano raggiunto la fama e reinventato un genere con Per un Pugno di Dollari, ma la loro seconda collaborazione è un film ancora miglior, più grande nella concezione e nello scopo, quindi ancora più trionfale. Come ogni film di Leone che si rispetti, è un’opera piena di frasi memorabili, scene immortali e personaggi incredibili, con la musica di Morricone che accompagna e trasforma il cult.

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36.  REPULSION  (di Roman Polanski, Gran Bretagna/Francia 1965)

Roman Polanski è il maestro dell’orrore psicologico negli spazi chiusi, e questa è forse la sua pellicola tuttora più spaventosa e angosciante. Il fantastico e creativo uso degli interni, con l’appartamento che diventa una vera e propria coscienza tormentata, è il giusto ambiente per rinchiudere e studiare una donna in preda alle paure più primordiali e agli istinti più terribili. E il bellissimo volto della Deneuve, paradossalmente, diventa più bello ogni volta che il suo delirio aumenta.

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35.  LO SPACCONE  (di Robert Rossen, USA 1961)

Uno degli ultimi grandi film della Hollywood Classica, Lo Spaccone è un feroce e acutissimo ritratto di una umanità cinica e sconfitta, che cerca il riscatto personale nelle sale da biliardo trascurando ogni altro aspetto della vita vera. Quel fumo delle sale quasi si respira attraverso lo schermo tanto sono serrati i dialoghi e perfetta la recitazione di tutti i protagonisti.

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34.  NICK MANO FREDDA  (di Stuart Rosenberg, USA 1967)

Indubbiamente il miglior film di sempre nel genere carcerario, sembra quasi strano che gli americani, e non i francesi o gli europei in generale, abbiano realizzato agli albori delle rivolte del ’68 un film che parla di ribellione e attacca ferocemente il sistema. Il carisma e il talento straripante di Paul Newman, con alcune scene memorabili e frasi ormai iconiche, completano un film che è diventato più di un cult, ma un vero e proprio inno alla libertà.

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33.  UN UOMO, UNA DONNA  (di Claude Lelouch, Francia 1966)

Non un film romantico, ma un film sul romanticismo. Non un film sull’amore, ma un film pieno d’amore. L’opera di Lelouch è tuttora metro di paragone per tantissimi racconti sulle relazioni tra uomo e donna (basti pensare alla trilogia Before di Linklater), con quell’uso sapiente di espedienti narrativi e clichè al momento giusto, mischiando dramma a passione, dolcezza a dolore, e sfruttando anche i migliori esperimenti stilistici tanto in voga all’epoca nel cinema francese.

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32.  DUE O TRE COSE CHE SO DI LEI  (di Jean-Luc Godard, Francia 1967)

Lei non è la nostra protagonista, Godard lo precisa con quella sua voce fuori campo così soave, pervasiva e fondamentale. Lei può essere una donna come può essere la Francia, può essere la guerra del Vietnam come può essere la società dei consumi, può essere la metropoli moderna come può essere la prostituzione. Quest’opera di Godard, insomma, è forse il suo film più ermetico e corrosivo allo stesso tempo, affascinante e straniante, girato utilizzando i registri che possono non far pensare al film (la rottura della quarta parte, la fusione tra attore e personaggio) per girare in pratica un documentario di finzione. Se c’è un film che rappresenta in pieno il cinema e il pensiero di Godard, lo abbiamo chiaramente trovato.

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31.  L’AVVENTURA  (di Michelangelo Antonioni, Italia 1960)

Un gruppo di amici, tutto della ricca borghesia romana, fa una gita in barca al largo delle Eolie. Improvvisamente, una di loro sparisce misteriosamente in mare. Pochi giorni dopo, gli amici non solo di dimenticano di lei e delle ricerche, ma il film inizia a raccontare altro e non ci dà alcuna soluzione. L’anti-giallo di Antonioni è indubbiamente l’apice del suo cinema sull’incomunicabilità, mostrandoci esseri umani cinici e soli ma mai davvero cattivi, semplicemente troppo a pensare ai propri problemi, che spesso non esistono.

3 pensieri su “I 60 Miglior Film degli Anni ’60 (Terza Parte)

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