I 50 Miglior Film degli Anni ’50 (Ultima Parte)

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di Emanuele D’Aniello

Incredibile, ma è finita. Come avevamo fatto scoprendo i migliori film del decennio 2000, la classifica degli anni ’90, poi la classifica degli anni ’80, e la classifica degli anni ’70, e la classifica degli anni ’60,  anche ora abbiamo analizzato pellicole proveniente da ogni parte del mondo, di ogni genere, e ora arriviamo a svelare i dieci migliori film degli anni ’50. Dopo aver visto tantissimi film dal grandissimo valore, senza indugi arriviamo dritti alla vetta.

posizioni 50-41

posizioni 40-21

posizioni 20-11

10.  SENTIERI SELVAGGI  (di John Ford, USA 1956)

Un film che rappresenta al meglio l’epopea del western, il genere per antonomasia del cinema americano, è indubbiamente Sentieri Selvaggi, che non poteva non essere diretto e interpretato rispettivamente da John Ford e John Wayne, i due uomini simbolo di questo filone. Oltre al fascino della Monument Valley, oltre alla solita epicità della vicenda raccontata, il film è anche uno dei più complessi e sicuramente il più controverso del genere, col tema del razzismo che fa da sfondo continuo alla storia.

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9.  CENERE E DIAMANTI  (di Andrzej Wajda, Polonia 1958)

Capolavoro del cinema polacco, che per un periodi di tempo sembrava essere la nuova scuola cinematografica predominante in Europa, Cenere e Diamanti è un meraviglioso e triste affresco sul dramma dell’uomo non solo in tempo di guerra, ma anche in tempo di pace. La storia si svolge il giorno seguente la fine della Seconda Guerra Mondiale, e vediamo come i vincitori non riusciranno a godersi la serenità e inizieranno subito ad uccidersi a vicenda. Il protagonista Maciek è l’antieroe per eccellenza, il simbolo dei desideri e delle paure dell’uomo, ma la fantastica regia diWajda e la sua abilità nelle inquadrature a rendere questo film immortale.

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8.  LA PAROLA AI GIURATI  (di Sidney Lumet, USA 1957)

Trovate un altro film totalmente girato all’interno di una stanza chiusa che abbia la stessa tensione e capacità di eviscerare i sentimenti ed i pensieri dei protagonisti. Il folgorante esordio di Sidney Lumet, biglietto da visita di una carriera favolosa, è al tempo stesso un thriller da camera, un film umanista e un dramma giudiziario, che non si incarta mai nella claustrofobica scenografia (come spesso fanno i film d’impianto teatrale) ma rimane sempre essenziale e sempre diretto nei temi affrontati. I personaggi non hanno nome perchè sono persone, ma portatori di ideali e dubbi che racchiudono lo spirito di ognuno di noi.

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7.  VIAGGIO A TOKYO  (di Yasujiro Ozu, Giappone 1953)

Qualcuno, anzi moltissimi, non apprezzerà la visione di Tokyo Story, la troverà noiosa, lenta e molto poco interessante. In realtà, il capolavoro di Ozu è uno dei film più importanti di sempre. Non per le innovazioni o per chissà quali complessi discorsi filosofici affrontati, ma precisamente per la sua semplicità. Ozu racconta momenti semplici, quotidiani e universali, con fare del tutto antidrammatico e antinarrativo, in modo che chiunque possa riconoscersi e commuoversi di fronte a quanto vede. Oggi sarebbe chiamato cinema naturalista, ma quello di Ozu è grande cinema a prescindere tutto, nessuno come lui è riuscito a tenere alta l’emotività e l’attenzione con un ritmo simile, toccando con magnificenza eventi minimi e apparentemente insignificanti. In realtà è la vita, in ogni sua singola sfaccettature, ad essere enormemente cinematografica.

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6.  RASHOMON  (di Akira Kurosawa, Giappone 1950)

Il film che lancia il nome di Akira Kurosawa e fa conoscere a tutto il mondo il cinema giapponese, è uno dei film più famosi e più imitati di sempre. Rashomon è una storia di bugie (tante) e verità (soggettiva), un racconto che esplora il labirinto umano e, attraverso i punti di vista dei vari personaggi (la vicenda è infatti narrata ogni volta tramite la prospettiva dei protagonisti, sempre falsa), analizza l’impossibilità di distinguere tra il bene e il male. L’inclinazione alla menzogna dell’uomo in Rashomon diventa il fedele ritratto della miseria umana, in cui ovviamente la violenza ha sempre un ruolo centrale. Una storia di prospettive, una storia di relativismo, una storia da grande cinema.

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5.  EVA CONTRO EVA  (di Joseph L. Mankiewicz, USA 1950)

E’ curioso che questo capolavoro e il film di cui parleremo tra qualche riga siano usciti nello stesso anno affrontando temi molto simile, come se Hollywood, dopo mezzo secolo di cinema e di industria cinematografica, iniziasse finalmente a riflettere su stessa con sincerità e autocritica. Eva contro Eva però, ovviamente, porta con se qualcosa di più, come l’avanzare delle generazioni e l’arrivismo tipico delle società occidentali che non guarda in faccia a nessuno. Recitando divinamente da un cast femminile da urlo, chi vuole conoscere e capire il talento di Bette Davis deve procurarsi questo film.

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4.  VIALE DEL TRAMONTO  (di Billy Wilder, USA 1950)

La più cinica, caustica, spettale e potente satira mai realizzata su Hollywood è un ritratto che può essere applicabile anche ad altre tematiche, come la difficoltà di accettare la vecchiaia e l’incapacità di mettersi il passato alle spalle. Wilder realizza in realtà un autentico noir, ne sfrutta le caratteristiche e la struttura, ma pian piano, districandosi addirittura tra la commedia e l’horror psicologico, si libera della trama per mostrarci l’abisso interiore dei personaggi. Gloria Swanson, una star del cinema muto caduta in rovina richiamata qui da Wilder interpretare praticamente se stessa, giganteggia nel film e infonde una incredibile carica d’energia in ogni fotogramma.

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3.  LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE  (di Alfred Hitchcock, USA 1958)

Se qualcuno ancora pensasse che i film di Hitchcock siano solo intrattenimento, non ha mai visto Vertigo(splendido titolo originale, mentre quell’italiano è addirittura un grosso spoiler) il film tematicamente e psicologicamente più complesso della sua carriera, per certi versi inquietante e perturbante. Molto si deve alla chimica tra Kim Novak e James Stewart, e alla solita tecnica innovativa di regia, col mastro che stavolta inventa l’effetto zoom al contrario per rendere il senso delle vertigini.

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2.  IL SETTIMO SIGILLO  (di Ingman Bergman, Svezia 1957)

La danza macabra più celebre della storia del cinema e una delle partite a scacchi più imitate e famose, quella che il crociato Antonius Block gioca contro la Morte. Uno dei film più famosi, più belli e importanti della storia e che sancisce l’ascesa tra i più grandi registi di Bergman che rivoluziona l’idea stessa di cinema. Girato con pochissimi soldi, è la storia di un crociato che insieme al suo saggio scudiero torna dopo molti anni a casa, nel viaggio di ritorno incontra però la Morte che lo reclama ma decide di sfidarla a una partita a scacchi mettendo come premio la propria vita. Durante questa sfida Block cerca incessantemente le risposte ai dubbi che lo tormentano sulla vita e su Dio. Tra i due lo sfondo è quello del medioevo in cui crociate, pestilenze, miseria e una fede necessaria per poter sopportare le incertezze affliggono gli uomini. L’unica luce in questo quadro tetro è una famiglia di saltimbanchi che come la sacra famiglia vive in un alone di beatitudine e salvezza.

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1.  I SETTE SAMURAI  (di Akira Kurosawa, Giappone 1954)

Raramente un film è stato così tanto apprezzato e imitato in futuro. Pensiamo alle tante copie fatte da Hollywood, andando a toccare addirittura più di un genere. Ma nessuno ovviamente è stato in grado di replicare l’intensità portata in scena da Akira Kurosawa. Il grande maestro giapponese firma il più famoso film sui samurai di sempre distaccandosi da tutti gli altri film sui samurai fino ad allora realizzati, mettendo in secondo piano la cappa e la spada e concentrandosi sui personaggi, sui conflitti umani, sui sentimenti, sul messaggio, e per sua fortuna è stato aiutato dal talento di attori enormi come Takashi Shimura e Toshiro Mifune. Per molti, ancora oggi, I Sette Samurai è uno dei più grandi racconti di sempre sul valore, sulla lealtà, sul sacrificio, sull’amicizia, e riesce a comunicare tutto questo senza disdegnare l’epicità delle scene di battaglia e la voglia di dilungarsi fino a tre ore di durata. Insomma, il cinema al suo livello più alto.

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E ora, qualche curiosità sul lungo elenco di film. Questi sono i registi con più di un film presente in classifica:

4 Akira Kurosawa

3 Alfred Hitchcock

3 Satyajit Ray

2 Billy Wilder

2 Ingman Bergman

2 Stanley Kubrick

2 Elia Kazan

2 Federico Fellini

2 Mario Monicelli

2 William Wyler

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E ora, le citazioni anno per anno:

1950: 7 film presenti (il migliore Viale del Tramonto)

1951: 6 film presenti (il migliore Un Tram che si Chiama Desiderio)

1952: 7 film presenti (il migliore Mezzogiorno di Fuoco)

1953: 4 film presenti (il migliore Viaggio a Tokyo)

1954: 5 film presenti (il migliore I Sette Samurai)

1955: 2 film presenti (il migliore Il Lamento sul Sentiero)

1956: 10 film presenti (il migliore Sentieri Selvaggi)

1957: 9 film presenti (il migliore Il Settimo Sigillo)

1958: 5 film presenti (il migliore La Donna che Visse Due Volte)

1959: 5 film presenti (il migliore Hiroshima Mon Amour)

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E così siamo arrivati alla conclusione di questa lunghissima e complicata classifica. Speriamo di aver mostrato davvero il meglio cinematografico degli anni ’50, e soprattutto di avervi convinto a recuperare diversi film che magari prima nemmeno conoscevate. Fortunatamente, il cinema non si ferma mai.

4 pensieri su “I 50 Miglior Film degli Anni ’50 (Ultima Parte)

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