I 25 Migliori Comic-Book Movies (Ultima Parte)

comic book

di Emanuele D’Aniello

Se c’è un genere che nello scorso decennio è definitivamente esploso, quello è il Comic-Book Movie, film tratti da fumetti o graphic novel, vale a dire i grandi romanzi d’appendice del nuovo millennio. Nate come opere d’intrattenimento sono diventate sempre di più film veri, seri, drammi assolutamente adulti e accettati da tutti, che riescono a coniugare azione a riflessione. Andiamo quindi a scoprire quelli che per noi sono i 25 miglior film mai realizzati del genere.

Posizioni 25-11

AGGIORNATO AL 2012

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10.  SUPERMAN  (di Richard Donner, 1978)

Saranno passati più di 30 anni, ma l’impatto di Superman è ancora indelebile per il genere, come film fondatore e come film perfettamente riuscito. Dalle scelte di casting (nessuno sarà mai così perfetto come Christopher Reeve nelle vesti di Superman e Clark Kent), alla scrittura (il timing delle scene, la costruzione dei momenti, la fantastica prima ora) alla meraviglia di vedere un film simile nel 1978. Gli effetti speciali saranno pure evoluti, ma ancora oggi vedere Superman che vola sentendo la musica immortale di John Williams fa salire il groppo in gola ai tantissimi fans.

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9.  IRON MAN  (di Jon Favreu, 2008)

Il film che ha fatto partire l’intera operazione della Marvel verso la riunione degli Avengers è l’opera del 2008 di Jon Favreu, un filmine a ciel sereno che ha colpito l’industria dei cine-fumetti mischiando toni seri e divertenti come nessuno aveva fatto fino ad allora. Una sorpresa assoluta, considerando che Iron Man non era tra i principali eroi Marvel in patria e ancor meno conosciuto all’estero, ma una convincente storia delle origini, una dettagliata analisi interiore del protagonista, e la straripante performance di Robert Downey Jr (che per la personale odissea in carriera è davvero Tony Stark) hanno creato una grande icona del cinema recente.

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8.  SIN CITY  (di Robert Rodriguez, 2005)

Robert Rodriguez, trasportando al cinema letteralmente le pagine scritte da Frank Miller, ha creato una delle opere più affascinanti ed innovative degli ultimi anni, uno splendido esercizio di stile che avvolge di nuova luce i classici racconti pulp/noir del passato. Sarà la trama, i personaggi, le interpretazioni, l’incredibile messa in scena visiva, ma ogni che si vede il film sembra davvero di girare le pagine di un fumetto.

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7.  SPIDER-MAN  (di Sam Raimi, 2002)

L’intero genere deve tantissimo a Sam Raimi e alla sua trilogia di Spider-Man: il primo capitolo è una pietra miliare, il primo cine-fumetto moderno che ha demolito tutti i film del genere degli anni ’90, aprendo le porte con uno strepitoso incasso a tutti i film degli anni seguenti. Un’opera che ha sfruttato al meglio gli effetti speciali e la CGI tenendo sempre al centro le relazioni tra i personaggi, sfruttando uno portentoso villain con senso e logica. Ricco di momenti iconici, anche per i fans di Spider-Man la prima volta non si scorda mai.

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6.  SCOTT PILGRIM VS THE WORLD  (di Edgard Wright, 2010)

Finora abbiamo parlato di adattamenti, ma qui si va oltre. Il film di Edgar Wright non è un film basato su un fumetto, è un autentico fumetto che prende vita sul grande schermo. Riporta al cinema magicamente non solo il look visivo, ma addirittura il ritmo, il tono e l’energia, soprattutto costruendo in maniera fedelissima un universo legato ai videogiochi. Fantastiche scene di lotta, battute e momenti esilaranti a ripetizioni, la strepitosa prova di Michael Cera, questo film si è meritato il suo status di cult e la piena iscrizione nella storia del cinema.

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5.  BATMAN BEGINS  (di Christopher Nolan, 2005)

Probabilmente anche i registi delle commedie sexy degli anni 70 sarebbero riusciti a portare serietà alla saga di Batman dopo i penosi film di Joel Schumacher, ma mai nessuno poteva immaginare che affidare la rinascita di uno dei franchise più conosciuti al mondo ad un emergente regista inglese come Christopher Nolan potesse rivelarsi la carta vincente. Batman Begins è il reboot della saga dell’uomo pipistrello, e Nolan immerge la sua storia in un’atmosfera dark che nemmeno Burton aveva mai toccato, e soprattutto con un approccio realistico che rende il film molto più di un semplice adattamento da un fumetto. La paura è il tema centrale della vicenda, una parola ripetuta innumerevole volte e respirata per tutta la durata del film, quella paura che spinge Bruce Wayne a diventare Batman, quella paura che ora vuole infliggere ai suoi nemici. Nolan si fa conoscere al mondo e Batman torna ad essere un esempio per tutti i film tratti da fumetti. E come dice il titolo, siamo solo all’inizio.

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4.  PERSEPOLIS  (di Marjane Satrapi, 2007)

Marjane Satrapi, emigrata iraniana in Francia, ha scritto una graphic novel autobiografica sulla sua drammatica esperienza in patria, e poi ne ha tratto questo splendido film d’animazione in bianco e nero. Persepolis ha l’immenso merito di far percepire al pubblico le difficoltà incontrata dall’autrice durante l’infanzia e l’adolescenza, i dolorosi motivi che l’hanno spinta a lasciare il proprio paese, e il tormento nel vedere che l’Iran di oggi, anche se la popolazione giovane è ormai la stragrande maggioranza, non riesce ancora a liberarsi dai fantasmi di un passato e un presente nebuloso. un film sicuramente non per bambini piccoli, per la delicatezza dei temi trattati, ma è che bene conoscere e far conoscere nel modo più universale possibile.

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3.  A HISTORY OF VIOLENCE  (di David Cronenberg, 2005)

Tu puoi lasciare il passato alle spalle, il problema è che il passato non lascia mai te. Tratto dalla graphic novel di John Wagner e Vince Locke del 1997, il regista David Cronenberg realizza una delle opere più moralmente complesse esistenti, tale da poterci scrivere un trattato psicologico. Le scelte che si fanno in vita, ci ricorda il film, sono sempre decisive, e soprattutto non si può mai tornare indietro, anche a costo di stravolgere completamente gli equilibri non solo personali, ma anche delle persone care. E’ una visione estrema, ma inquadrata magistralmente all’interno di un percorso darwiniano: il più forte vince sul più debole, è la legge della sopravvivenza, ma nel mondo reale a differenza della giungla per ogni azione c’è una conseguenza. I peccati, soprattutto quando meno te lo aspetti, si pagano. Cronenberg solo in parte abbandona i vecchi film ricchi di immagini estremi e introspezioni disturbanti, spesso ai confini con l’horror, per diventare un autore completo. E’ il film della sua maturità, una delle opere più difficili degli ultimi anni.

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2.  OLD BOY  (di Park Chan-Wook, 2003)

Il genere della vendetta è un classico non solo del cinema, ma trova radici anche nella letteratura antica e moderna. La rilettura di Park Chan-Wook però, oltre a mostrare al mondo la grandezza a cui può arrivare il cinema coreano, è una rivoluzione copernicana totale. Capitolo incastonato nel mezzo della sua Trilogia della Vendetta, la tragica storia di Dae-su, imprigionato per quindici anni senza saperne i motivi, è un avvincente e disturbante viaggio nella psiche umana, tra spargimenti di sangue, combattimenti irreali e colpi di scena sconvolgenti. La prova d’attore di Choi Min-sik è un qualcosa di trascinante, una performance sia fisica sia emotiva di incredibile impatto. La regia di Park Chan-Wook qui invece raggiunge il massimo dello stile, esplodendo nel meraviglioso piano sequenza in cui il protagonista, armato solo di un martello, abbatte un’orda di almeno venti avversari, quasi inscenando un balletto mortale. L’intreccio narrativo esplora via via livelli sempre maggiori di profondità e complessità, che alla fine letteralmente svuotano lo spettatore. Solo il grande cinema, pur facendo provare una gamma di emozioni vastissima, riesce a lasciare di sasso.

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1.  IL CAVALIERE OSCURO  (di Christopher Nolan, 2008)

C’era una volta un’epoca in cui i film tratti da fumetti erano snobbati, ritenuti poco più che entertainment, destinati al grande pubblico ma poco amati dalla critica. Poi venne The Dark Knight, e il genere, per non dire l’intero mondo del cinema, non fu più lo stesso. Christopher Nolan utilizza il mito e i personaggi Batman, l’eroe più umano e tormentato tra tutti quelli dei fumetti, per creare un thriller metropolitano in cui mostrare l’eterna lotta tra bene e male, la corruzione del potere e delle persone, la creazione dell’anarchia e come, fondamentalmente, buoni e cattivi siano in realtà due facce della stessa medaglia che non possono stare l’una senza l’altra. La grandezza e la genialità della rivisitazione nolaniana dell’universo fumettistico è propria questa, Batman e Joker potrebbero essere sostituiti da un detective e da un criminale qualsiasi e comunque la complessità del film rimarrebbe intatta. La costruzione della storia, l’intreccio narrativo, lo sviluppo di tutti i personaggi, i colpi di scena, la cura dei dialoghi, tutto completa un’opera incredibile, in cui emerge il sorriso finale di Heat Ledger, autore di una performance sbalorditiva, il ritratto di un villain leggendario che qui assume una più universale dimensione.

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