I 100 Miglior Film del Decennio 2000-2009 (Prima Parte)

Top 100 winner

di Emanuele D’Aniello

Indicare 100 film per un solo decennio è un’operazione a dir poco folle. A maggior ragione considerando che il decennio 2000-2009 è stato un periodo ricco di film straordinari provenienti da ogni angolo del mondo, un periodo in cui tutti possono girare film e realizzarli con qualsiasi mezzo, perfino con i computer portatili o i telefoni cellulari più moderni. È stato il decennio del 3D, delle telecamere digitali, dell’animazione computerizzata, di maestosi blockbusters e di grandi film d’autori, e spesso, fortunatamente, le due cose si sono fuse creando capolavori impensabili. Considerando che solo negli Stati Uniti ogni anno vengono realizzati migliaia di film, indicare 100 titoli per 10 anni prendendo in esame la cinematografia mondiale è davvero difficile, ancora di più fare una graduatoria.

Ho cercato con questa classifica di includere il meglio del meglio, senza pregiudizi e rimanendo più imparziale possibile. I criteri utilizzati si collegano alle recensioni critiche ottenute e l’importanza e l’influenza dei film raggiunta nel corso degli anni, e infine ovviamente il gusto personale. Non perdiamo troppo tempo nel vedere le posizioni, quelle sono stabilite per evitare un banale elenco alfabetico di titoli, pensiamo piuttosto che con simili pellicole la differenza, ad esempio tra il numero 99 e il numero 3, è più che minima.

Iniziamo dunque questa lunghissima cavalcata settimanale per scoprire i migliori 100 film del decennio appena passato.

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100.  LE AVVENTURE ACQUATICHE DI STEVE ZISSOU  (di Wes Anderson, USA 2004)

Steve Zissou è un oceanografo e documentarista, che durante l’ultima spedizione ha perso il suo fraterno amico e collego, ucciso da un rarissimo squalo giaguaro. Nonostante i suoi ultimi documentari non abbiano più il successo del passato, e quindi i fondi scarseggiano, decide di imbarcarsi in una nuova avventura per catturare lo squalo e vendicare con lui. Si uniscono all’ultimo momento al suo bizzarro team una giornalista incinta e un ragazzo, che Steve Zissou scopre essere il figlio naturale. Forse ancora più di I Tenembaums, questo film racchiude meglio di tutto il cinema di Wes Anderson: cast corale, personaggi stralunati, scenografia e costumi colorati, scelte musicale retrò, e storie profondamente umane sempre in piano. La forza di questo film è proprio l’anima che affiora in superficie e tocca tutti i personaggi, incarnata magicamente nelle interpretazioni di un cast grandioso e specialmente in Bill Murray. Il gusto quasi radical-chic del regista può non piacere, ma chi lo ama non potrà trattenere le lacrime nel tanto atteso confronto finale con lo squalo giaguaro.

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99.  TRAFFIC  (di Steven Soderbergh, USA 2000)

Se c’è una cosa che Steven Soderbergh è sempre riuscito a fare con enorme maestria, è quella di dirigere un cast corale composto solo da attori di primissimo piano e costruire un intreccio di più storie che lasci senza fiato lo spettatore. Qui le storie principali sono tre collegate sempre al traffico e soprattutto alla pericolosa diffusione della droga al confine tra Stati Uniti e Messico. Il segmento più riuscito rimane quello messicano grazie alla poderosa performance di Benicio Del Toro, mal’intero reticolato di rapporti umani funziona grazie al carisma degli interpreti, alla solida regia e ad una sontuosa sceneggiatura. Traffic è una vera lezione di cinema.

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98.  THE MILLIONAIRE  (di Danny Boyle, Gran Bretagna/India 2008)

Per anni Danny Boyle è stato il regista britannico indipendente e anti-conformista per antonomasia, con storie e personaggi sempre ai margini della società. Spostando il proprio orizzonte, ma non perdendo nulla della sua carica personale, trova la definitiva consacrazione con una grande storia di redenzione personale e soprattutto sociale. The Millionaire è ingranaggio perfetto, costruito in maniera certosina: anche se altamente prevedibile in ogni evoluzione, la storia sa sempre quando emozionare lo spettatore, quasi comandandolo, e riesci a mostrare le difficoltà e lo spirito dell’India senza mai strafare, limitando la complessità. Danny Boyle aggiunge il suo tocco, la sua incredibile energia, i suoi frenetici movimenti con la macchina da presa, il suo stile estetizzante con una fotografia eccelsa e un montaggio vorticoso. Se un piccolo film indipendente inglese, ambientato in India, con attori indiani e una storia indiana, ha conquistato tutto l’Occidente e ben 8 premi Oscar, un motivo ci sarà.

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97.  GOOD NIGHT AND GOOD LUCK  (di George Clooney, USA 2005)

Con questo curatissimo ritratto di un’epoca George Clooney dimostra di poter anche un grande regista. La vera storia del giornalista Edward R. Murrow, l’unico che ha avuto il coraggio di mettere la faccia e la voce contro il senatore McCarthy, è un grande affresco degli anni cinquanta e dell’ipocrisia della società americana. La paura del maccartismo, la feroce caccia alle streghe, temi che riescono ancora ad avere forza ed essere attuali, basta leggere un giornale e sostituire la parola “comunista” con molte altre. Scegliendo un elegantissimo bianco e nero Clooney crea l’atmosfera giusta in cui immergere la sua storia, che deflagra potentemente grazie ad un cast all’altezza, in cui spicca la prova intensissima del protagonista David Strathairn, trattenuto ed emotivo, al vertice del suo talento. Un’opera di impegno civile e politico davvero imperdibile.

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96.  YI YI  (di Edward Yang, Taiwan 2000)

Chi ama il cinema orientale non può non conoscere questa opera, un attentissimo ritratto della famiglia moderna e dei rapporti personali. Seguendo la storia i ben tre generazioni, questo Magnolia asiatico crea un reticolato di relazioni ed emozioni difficile da sbrogliare, seguendo la non-linearità della vita umana.  Molti gli attori non professionisti usati, e tra tutti spicca il piccolo bambino con la mania di fotografe cose buffe oppure la nuca delle persone, così possono scoprire parti di loro che non vedono mai. Probabilmente miglior metafora non c’è. Nonostante il ritmo tutt’altro che incalzante tipico del cinema asiatico, l’importanza dell’opera di Yang non può essere sottovalutata.

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95.  IN AMERICA  (di Jim Sheridan, Gran Bretagna/USA 2003)

Il mito del Nuovo Mondo, la speranza di migrare per iniziare una nuova vita, migliore della precedente. La speranza è il termine chiave, così come il termine magia. Il film di Jim Sheridan su una famiglia irlandese che si trasferisce a New York (e qui gli elementi autobiografici del regista escono fuori) è un’autentica favola in cui milioni di persone di tutte le età e tutte le nazioni possono immedesimarsi. Ci sono le difficoltà, i problemi, le disillusioni, ma non si perde mai la fiducia, tutto questo è mostrato in una storia che passa, con estrema naturalezza ed efficacia, dal realismo all’approccio puramente fantastico.

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94.  SHREK  (di Andrew Adamson, USA 2001)

Nel mondo dell’animazione c’è innegabilmente uno spartiacque, un prima e un dopo Shrek. L’avvento del’orco verde al cinema ha spazzato via moltissime certezze, su tutte il monopolio Disney (è la prima operazione rivelata nell’ambito dell’animazione della Dreamworks) e il buonismo di innumerevoli film. Shrek è il cartone animato politicamente scorretto per antonomasia, il suo linguaggio è adulto, le sue azioni e i suoi modi quasi volgari. Mai si era visto un film d’animazione del genere, con le debite proporzioni è quello che South Park ha fatto al mondo giallo di I Simpsons. Divertente, avvincente, ricchissimo di citazioni e parodie, ha demolito uno per uno i miti d’infanzia disneyani, proponendosi come prodotto non più bambini, ma piuttosto per adolescenti. La saga purtroppo nel corso degli anni è nettamente calata, in qualità e intelligenza, ma il primo capitolo rimane tuttora uno dei film più innovativi del decennio scorso.

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93.  GHOST WORLD  (di Terry Zwigoff, USA 2001)

Tratto da un famoso fumetto underground americano, il film è uno dei più spietati, caustici e verosimili ritratti dell’adolescenza mai realizzato. Le protagoniste sono due ragazze totalmente fuori dal mondo che le circonda, alienate verso qualsiasi persona, ma non per apatia o asocialità, semplicemente perchè non si riconoscono nella gente comune e non si adeguano al conformismo dilagante. La parabola del loro rapporto è trattata in maniera profonda, riesce a far divertire e riflettere al tempo stesso. Tutto è curatissimo, la scelta degli scenari, dell’abbigliamento, delle pettinature dei personaggi. La sceneggiatura è perfetta, ancora di più le interpretazioni, in cui spicca un fantastico Steve Buscemi alla miglior prova in carriera. Migliaia di film hanno visitato, e anche molto bene, i problemi e le insicurezze dell’adolescenza, ma lo spirito potente e sincero di questo film non è mai stato replicato.

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92.  DOLLS  (di Takeshi Kitano, Giappone 2002)

Uno dei film più umani, struggenti ed emotivi di Takeshi Kitano, tre storie d’amore che si trasformano in tre storie di morte, tenendo sempre in primo piano i sentimenti. E’ anche uno dei migliori film del regista giapponese dal punto di vista estetico, poesia per gli occhi e lacrime per il cuore.

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91.  BATMAN BEGINS  (di Christopher Nolan, USA 2005)

Probabilmente anche i registi delle commedie sexy degli anni 70 sarebbero riusciti a portare serietà alla saga di Batman dopo i penosi film di Joel Schumacher, ma mai nessuno poteva immaginare che affidare la rinascita di uno dei franchise più conosciuti al mondo ad un emergente regista inglese come Christopher Nolan potesse rivelarsi la carta vincente. Batman Begins è il reboot della saga dell’uomo pipistrello, e Nolan immerge la sua storia in un’atmosfera dark che nemmeno Burton aveva mai toccato, e soprattutto con un approccio realistico che rende il film molto più di un semplice adattamento da un fumetto. La paura è il tema centrale della vicenda, una parola ripetuta innumerevole volte e respirata per tutta la durata del film, quella paura che spinge Bruce Wayne a diventare Batman, quella paura che ora vuole infliggere ai suoi nemici. Nolan si fa conoscere al mondo e Batman torna ad essere un esempio per tutti i film tratti da fumetti. E come dice il titolo, siamo solo all’inizio.

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Qui si chiude la prima parte di questa lunghissima scalata per scoprire i migliori film del decennio appena trascorso. La prossima settimana vedremo le posizioni dal numero 90 al numero 81.

9 pensieri su “I 100 Miglior Film del Decennio 2000-2009 (Prima Parte)

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