I 90 Miglior Film degli Anni ’90 (Ultima Parte)

Top 100 winner

di Emanuele D’Aniello

Incredibile, ma è finita. Come avevamo fatto scoprendo i migliori film degli anni 2000, anche ora abbiamo analizzato pellicole proveniente da ogni parte del mondo, di ogni genere, e ora arriviamo a svelare i dieci migliori film degli anni ’90. Dopo aver visto tanti film dal grandissimo valore, senza indugi arriviamo dritti alla vetta.

posizioni 90-81

posizioni 80-71

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posizioni 50-41

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10.  EYES WIDE SHUT  (di Stanley Kubrick, USA 1999)

L’ultimo film del più grande regista di tutti i tempi è diventato fin dalla sua uscita esattamente come il suo autore: mitico. Per la lunga lavorazione e per la lunga attesa, per la morte di Kubrick prima dell’uscita (ma fece in tempo a finire il montaggio), per la sua tematica che secondo molti portò alla dissoluzione nella vita reale della coppia di protagonisti sullo schermo, Tom Cruise e Nicole Kidman. Kubrick per il suo testamento cinematografico lascia da parte fantascienza, guerra, orrore e ideologia per tornare al quotidiano, raccontando la crisi di coppia, il sesso, le bugie, le paure e l’intimità: basta un solo sogno, l’immagine della moglie che lo tradisce con un altro uomo, per gettare il marito in una crisi di coscienza. I sogni sono desideri si dice, ma molto spesso si possono trasformare in incubi reali. Kubrick ce lo racconta col suo ineffabile tocco, l’addio di un maestro che rimane insostituibile nella storia del cinema.

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9.  IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI  (di Jonathan Demme, USA 1991)

Il miglior thriller di sempre, il miglior film sui serial killer di sempre, e tutto questo non basta a lodare la tensione e la cura psicologica che il regista Jonathan Demme porta dalle pagine del romanzo di Thomas Harris allo schermo, grazie anche al contributo inestimabile dei suoi due protagonisti. Le inquadrature ravvicinate e geometriche, girate con stile asciuttissimo, creano una atmosfera unica per la gara a scacchi tra l’agente Clarice Sterling e il pericoloso Hannibal Lecter, due esseri agli antipodi che uniscono le proprie forze per catturare un folle serial killer ancora libertà: la caccia all’uomo sarà un tour de force psicologico, una autentica seduta analitica che diventa un morboso e profondo rapporto di ammirazione, ricco di colpi di scena e momenti da far accapponare la pelle. Certo, il personaggio e l’interpretazione glaciale di Anthony Hopkins contribuiscono non poco a creare la leggenda.

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8.  GLI SPIETATI  (di Clint Eastwood, USA 1992)

Non è un caso che proprio Clint Eastwood, colui che con Sergio Leone ha rivoluzionato il western e trasformato l’epopea creata da John Ford e John Wayne, metta una pietra tombale sul genere classico per antonomasia, scrivendo la parola fine sul mito della frontiera e sui cowboy eroici. Un western gotico, realistico, violentissimo, dove non ci sono buoni o cattivi e soprattutto eroi, ma solo gente spietata e disperata, la radice della violenza attuale nella società americana. Si è abusato del termine “crepuscolare” per descrivere questo film, ma mai termine potrebbe più giusto: il tono definitivo di Eastwood ci regala il suo capolavoro da regista e un film importantissimo.

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7.  FARGO  (di Joel & Ethan Coen, USA 1996)

La loro filmografia è vasta e soprattutto varia, ma se c’è un film che più di tutti racchiude perfettamente la poetica dei fratelli Coen, quello è indubbiamente Fargo: nessun’altra opera ha rappresentato al meglio, con dialoghi brillanti e personaggi bizzarri, la profonda stupidità insita nella violenza. I Coen lo dicono spesso nei loro film, che siano essi drammi o commedie: l’essere umano non è buono o cattivo, furbo o debole, è essenzialmente stupido, e questo si riflette nelle scelte quotidiane e soprattutto nell’esplosione della violenza contemporanea, talmente ottusa e gestita da ottusi che sempre valica i confini e si trasforma poi in vera tragedia. I Coen nel loro capolavoro lo spiegano in uno scenario innevato che dona una incredibile atmosfera, rileggendo le regole del classico noir con tinte da commedia come nemmeno Hitchcock avrebbe saputo fare.

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6.  FIGHT CLUB  (di David Fincher, USA 1999)

Non solo uno finali a sorpresa più famosi di tutti i tempi, non solo uno dei film in cui l’estetizzazione della violenza raggiunge l’apice, ma soprattutto un’opera che uscendo alla fine di un decennio, col suo contenuto dissacrante e caustico, si pone a rappresentare lo zeitgeist di un’epoca e di una generazione. Il film è in tutto e per tutto una black comedy, una ferocissima satira sociale che la regia fantastica e ultramoderna di David Fincher maschera per il grande pubblico, svelando pian piano le chiavi del mondo attuale dedicato ormai solo al consumismo e all’autoesaltazione, in cui l’uomo non è più libero ma manovrato come fosse una macchina dai poteri forti. Un film sempre attuale, destabilizzante e pedagogico.

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5.  SCHINDLER’S LIST  (di Steven Spielberg, USA 1993)

La realizzazione del capolavoro di Steven Spielberg è stata travagliata, in produzione fin dalla metà degli anni 80 ha rischiato più volte di naufragare, ma alla fine la drammatica storia di Oskar Schindler, l’industriale tedesco filo-nazista che salvò numerosi ebrei dai campi di concentramento, ha visto la luce e nel modo migliore possibile. La forza morale e il peso drammaturgico dell’opera rimangono fortissime, così come l’abilità di Spielberg di far tenere agli spettatori il cuore in gola per tre ore filate. Grandi interpretazioni, superba realizzazione tecnica, emozioni sempre presenti, una storia forte e coinvolgente, e il dramma dell’Olocausto trattato con in modo crudo e delicato al tempo stesso. Un film che ha creato nuovi standard per la cinematografica sulla Seconda Guerra Mondiale.

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4.  UNDERGROUND  (di Emir Kusturica, Jugoslavia 1995)

Il capolavoro di Kusturica e di tutto il cinema balcanico è un’opera fantastica per visionarietà e concretezza al tempo stesso, il racconto di 30 anni di storia di un paese che non si vede e vive mai durante il film, passando tra matrimoni, banchetti, guerre e separazioni. Le trascinanti musiche gitane di Goran Bregovich ci guidano in quella che diventa la cronaca della morte di una nazione, di una comunità, di un’idea, sempre raccontata con tono tragicomico e onirico per evitare gli aspetti più nostalgici di una passato pieno di ombre e punti da dimenticare. Il favoloso finale sognante ci regala la degna conclusione per uno dei film europei più complessi e affascinanti degli ultimi anni.

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3.  LE ONDE DEL DESTINO  (di Lars Von Trier, Danimarca 1996)

Una grande, immensa, infinita, ineguagliabile storia d’amore, la più forte che mai vedrete al cinema fino alla notte dei tempi, è al tempo stesso la storia più tragica, potente, disarmante, terribile nel vero senso del termine che potete anche solo immaginare. Solo uno come Lars Von Trier poteva realizzare un capolavoro simile. Il film (che col successivo Dancer in the Dark, dalla storia simile, forma un dittico di inestimabile valore) è suddiviso in 8 capitoli, ma per raccontare la storia di Bess, la donna col cuore più grande che mai incontrerete, non ci vogliono limiti: lei è l’apoteosi della dedizione dell’amore, ma la società che e sta intorno è la più meschina e abbietta possibile. Non c’è alcuna morale nel mondo, l’umanità e il sentimento sono singole eccezioni, il sacrificio e la bontà di una persona serve solo a confermare la malignità delle altre. Le ferree regole del Dogma 95 con cui Von Trier gira il film non bastano a contenere la potenza straziante della storia, che culmina nel bellissimo finale: si, forse c’è speranza, ma non in questo mondo. Per questo mondo al momento, ci accontentiamo di film straordinari come questo.

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2.  QUEI BRAVI RAGAZZI  (di Martin Scorsese, USA 1990)

Nicholas Pileggi scrive il romanzo sulla vita del pentito Henry Hill e Martin Scorsese da quelle pagine trae uno dei più grandi spaccati antropologici e sociologici mai realizzati sulla vita della mafia. I criminali non sono anti-eroi romantici o epici, ma uomini normali con tanti vizi e difetti a cui piace mangiare, arricchirsi, drogarsi e avere quante più amanti possibili. Scorsese con occhio chirurgico denuda il mondo criminale in ogni rito e tradizione, nei più piccoli dettagli. Avvalendosi di un cast altisonante in stato di grazie Scorsese firma probabilmente la sua miglior regia tra piani sequenza indimenticabili e carrellate virtuose. Jimmy Conway, Tommy DeVito e Henry Hill non sono tre mafiosi ma tre icone che raffigurano un intero mondo, e dopo di loro i film di gangster non potranno essere più superati, al massimo imitati, come hanno fatto I Soprano (una serie che deve tantissimo a questo film) portando a nuovi livelli la tv americana.

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1.  PULP FICTION  (di Quentin Tarantino, USA 1994)

Servono davvero commenti da fare o parole da aggiungere? Pulp Fiction è il film che ha segnato l’immaginario pop degli anni 90′ e al tempo stesso lo ha inserito nell’opera, ha influenzato centinaia di film e registi successivi imponendo uno stile, ha rivoluzionato il cinema indipendente, ha lanciato le carriere di Uma Thurman e Samuel L. Jackson oltre a tirare fuori dall’oblio quella di John Travolta, ha imposto un cinema fatto di dialoghi semplici e comuni: solo dieci anni prima nessuno in un film avrebbe potuto proporre discussioni sui massaggi ai piedi o sulla natura dei fast food europei se inutili ai fini della storia, ora milioni di fans sono pronti a mandare giù quelle frasi a memoria. Ricco di scene memorabili, momenti cult, personaggi irresistibili e una colonna sonora trascinante, il film non è solo fantastico in se, ma è soprattutto uno dei più importanti nella storia del cinema.

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E ora, qualche curiosità sul lungo elenco di film. Questi sono i registi con più di un film presente in classifica:

4 Martin Scorsese

3 Joel Coen & Ethan Coen

3 Steven Spielberg

2 Zhang Yimou

2 Wong Kar-Wai

2 Tim Burton

2 Michael Mann

2 David Lynch

2 James Ivory

2 James Cameron

2 Robert Altman

2 Paul Thomas Anderson

2 David Fincher

2 Quentin Tarantino

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E ora, le citazioni anno per anno:

1990: 4 film presenti (il migliore Quei Bravi Ragazzi)

1991: 5 film presenti (il migliore Il Silenzio degli Innocenti)

1992: 10 film presenti (il migliore Gli Spietati)

1993: 11 film presenti (il migliore Schindler’s List)

1994: 13 film presenti (il migliore Pulp Fiction)

1995: 9 film presenti (il migliore Underground)

1996: 7 film presenti (il migliore Le Onde del Destino)

1997: 11 film presenti (il migliore Boogie Nights)

1998: 11 film presenti (il migliore Festen)

1999: 15 film presenti (il migliore Fight Club)

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E così siamo arrivati alla conclusione di questa lunghissima e complicata classifica. Speriamo di aver mostrato davvero il meglio cinematografico degli anni 90, e soprattutto di avervi convinto a recuperare diversi film che magari prima nemmeno conoscevate. Fortunatamente, il cinema non si ferma mai.

11 pensieri su “I 90 Miglior Film degli Anni ’90 (Ultima Parte)

  1. Pingback: I 40 Migliori Film degli Anni ’40 (Ultima Parte) | bastardiperlagloria

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