I 90 Miglior Film degli Anni ’90 (Quinta Parte)

Top 100 winner

di Emanuele D’Aniello

Con grande coraggio abbiamo iniziato una incredibile cavalcata per scoprire i 100 miglior film degli anni ’90, probabilmente una delle classifiche più difficile da fare. Ricordando come questo elenco sia il più imparziale possibile, e come la differenze tra i vari titoli sia davvero minima, perchè parliamo del meglio tra centinaia di migliaia di pellicole realizzate in un solo decennio, continuiamo a scalare le posizioni rivisitando incredibili opere cinematografiche

posizioni 90-81

posizioni 80-71

posizioni 70-61

posizioni 60-51

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50.  TITANIC  (di James Cameron, USA 1997)

Ah, la Titanic Mania. Chi è vecchio abbastanza, come me, da ricordare l’uscita nei cinema di questo film, ricorderà sicuramente il disastro annunciato alla vigilia smentito dai fatti, la trasformazione da semplice a fenomeno di massa. Titanic non era un film, era un evento, con famiglie, ragazze e coppie di innamorate che andavano a vedere e rivedere il film anche 4, 5, 6 volte, e non è una esagerazione. L’esplosione tra le adolescenti della DiCaprioMania, la scoperto al mondo di Kate Winslet, il più grande incasso mai raggiunto all’epoca, il record di 11 Oscar vinti, tutto questo collabora a costruire la leggenda. E oltre tutto questo, il film rimane una grandissima storia d’amore, girata con maestria e con effetti speciali tuttora incredibili.

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49.  BALLA COI LUPI  (di Kevin Costner, USA 1990)

Raramente un esordio alla regia fu accolto con così tanto successo e una valanga, ma la riscoperta della frontiera da parte di Kevin Costner rimane nella storia del cinema. Un film infinito che parla di amicizia, rispetto, tolleranza, abbraccio della diversità, e lo fa con toni epico pieno di grande sentimento che fece riscoprire all’epoca l’amore per i paesaggi infiniti della frontiera e il genere western.

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48.  AMERICAN HISTORY X  (di Tony Kaye, USA 1998)

Non si parla di amore, ma dell’altro sentimento primitivo e più viscerale: l’odio. Usando come pretesto il neonazismo, il film mette in scena i pregiudizi insiti in una parte della società americana, la pericolosità delle ideologie, ed è soprattutto un perfetto trattato sociologico e psicologico sull’odio  che degenera in violenza immotivata. La mastodontica prova di Edward Norton,mai più così gigantesco in carriera, costruisce un personaggio semplicemente indelebile.

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47.  EDWARD MANI DI FORBICE  (di Tim Burton, USA 1990)

Il capolavoro di Tim Burton racchiude tutta la poetica dell’autore e gli elementi che lo hanno reso un regista così amato: una storia semplice quasi banale, in cui però il protagonista è un emarginato dalla società perchè diverso, il classico freak burtoniano, un ragazzo che al posto delle mani ha delle forbici. Una vera e propria favole, divertente e piena di sentimento, tenera e spietata quando serve. La strepitosa performance di un giovane Johnny Depp, la creazione di un personaggio unico, fanno di questo film non solo uno dei migliori teen movie di sempre, ma anche un grande racconto morale per dare forza a tutti gli emarginati del mondo.

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46.  UNA STORIA VERA  (di David Lynch, USA 1999)

Per anni David Lynch è stato idolatrato dai suoi tantissimi fans, ma criticato da tanti altri: non sa dirigere film normali, sa trattare solo temi bizzarri e personaggi folli, le sue opere sono una somma di momenti surreali che si susseguono senza un senso. Nel 1999 Lynch stupisce e zittisce tutti dirigendo una storia non solo normale e semplice, ma drammatica, intima, personale, commovente, e non a caso è uno dei suoi migliori film. Lontano dalla cifra visionaria che lo ha reso un’icona, Lynch decide di raccontare la storia di un anziano che improvvisamente decide di andare a far visita al fratello, che non vede e con cui non parla da anni, intraprendendo il viaggio a bordo di tosaerba. Il film, realistico e pieno di sentimento, rimane dentro al cuore dello spettatore, e conferma la grande statura cinematografica di Lynch.

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45.  THE TRUMAN SHOW  (di Peter Weir, USA 1999)

George Orwell non lo aveva predetto, Petwr Weir apprende quella lezione e anticipa i tempi: all’alba dell’esplosione dei reality show, questo film è più profetico e angoscioso che mai. La perfetta sceneggiatura di Andrew Niccol crea la tragicomica storia di un uomo protagonista di un reality, ogni secondo della sua vita fin dalla nascita è seguito da miliari di spettatori in tutto il mondo, e l’unico inconsapevole è lui. L’indimenticabile prova di Jim Carrey, trascinante e straziante, convince chiunque a tifare per il suo Truman, per la sua ricerca di verità e presa di coscienza che culmina in quello “strappo nel cielo di carta” che per Pirandello era ideale, ma ormai è materiale: la triste realtà è che subito dopo si cambia canale, alla ricerca di qualcosa di più interessante. Uno dei film più profetici e intensi degli ultimi anni.

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44.  BRAVEHEART  (di Mel Gibson, USA 1995)

Prima dei suoi noti problemi personali, Mel Gibson era un buon attore e un ottimo regista, e la sua perla rimane indubbiamente la biografia dell’eroe nazionale scozzese William Wallace. Un racconto epico, come si facevano un tempo, come i vecchi kolossal hollywoodiani, che trascende la storia ed entra nel mito, sacrificando la fedeltà in nome della creazione di un personaggio iconico e della sua ricerca di libertà. Quello che stupisce è sicuramente la bravura nel costruire scenari immensi, scene di battaglia incredibili, non lasciando nulla all’immaginazione ma anzi premendo sul realismo e sulla violenza più bruta. Un film che, parlando di una leggenda, diventa leggenda.

 

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43.  VIA DA LAS VEGAS  (di Mike Figgis, USA 1995)

Un Nicolas Cage mai più così bravo, meritato premio Oscar, è il protagonista di un film che potrebbe sembrare una straziante storia d’amore, ma in realtà è la storie dell’incontro tra due anime perse, condannate, sconfitte, che vanno verso un inevitabile destino in piena consapevolezza. Lui un alcolizzato che va a Las Vegas con l’intenzione di suicidarsi, lei una prostituta senza più una vera vita, tra luci notturne stranianti e fantastiche note blues i due si amano in uno scorcio di vera poesia maledetta. Un film amarissimo ed incredibilmente toccante.

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42.  BOYS DON’T CRY  (di Kimberly Peirce, USA 1999)

La strepitosa interpretazione e trasformazione di Hilary Swank vale da sola il film, ma l’importanza della pellicola non finisce certo qui. Tratto da una terribile storia vera, il film racconta le vicende personali e le difficoltà del giovane Teena Brandon, transgender biologicamente donna soffocato dal suo mondo di provincia, incapace di per cause esterne di poter vivere una relazione d’amore normale. Un racconto di violenza, tremendamente grafico, che fa capire quanto la tolleranza sessuale sia un traguardo ancora molto lontano per la nostra società.

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41.  CRASH  (di David Cronenberg, Canada 1996)

Potete aver visto tutti gli horror che volete, tutti i film inquietanti che esistono, ma se non avete visto Crash di Cronenberg non avete davvero idea di cosa voglia il termine “film disturbante”. Con questo film l’autore canadese raggiunge nuove vette, setta nuovi standard per il cinema, e porta all’esasperazione i suoi temi tipici come la trasformazione fisica, le mutilazioni e l’amore per le macchine. Il punto di contatto tra sesso e morte, tra corpo umano e corpo artificiale, qui non solo è raggiunto ma anche superato, in cui l’appagamento sensoriale si raggiunge solo attraverso l’estremo. Ma nessuna parola può realmente giustizia e descrivere questo film, un’opera perversa nel senso più puro del termine, una visione davvero per menti toste.

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4 pensieri su “I 90 Miglior Film degli Anni ’90 (Quinta Parte)

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