I 90 Miglior Film degli Anni ’90 (Quarta Parte)

Top 100 winner

di Emanuele D’Aniello

Con grande coraggio abbiamo iniziato una incredibile cavalcata per scoprire i 100 miglior film degli anni ’90, probabilmente una delle classifiche più difficile da fare. Ricordando come questo elenco sia il più imparziale possibile, e come la differenze tra i vari titoli sia davvero minima, perchè parliamo del meglio tra centinaia di migliaia di pellicole realizzate in un solo decennio, continuiamo a scalare le posizioni rivisitando incredibili opere cinematografiche

posizioni 90-81

posizioni 80-71

posizioni 70-61

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60.  CASINO’  (di Martin Scorsese, USA 1995)

L’ideale seguito del capolavoro Quei Bravi Ragazzi, con cui forma un dittico micidiale, è un film che mischia dramma a storie di mafia per tirare fuori uno dei più travolgenti ritratti sull’ambizione mai portati al cinema. Un film oceanico, tre ore di durata in cui tutto è eccessivo, dai personaggi, alla forma stilistica, alla violenza, l’arroganza. Scorse ci mostra la dipendenza dell’uomo dalla vera divinità americana, il denaro, e la caduta agli Inferi per inseguirlo e cercare anche di più La chiusura, forse la più brutale e grafica del cinema di Scorsese, simbolicamente rappresenta l’atto di chiusura della grande stagione dei gangster movies classici americani.

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59.  SALVATE IL SOLDATO RYAN  (di Steven Spielberg, USA 1998)

Steven Spielberg ha sempre mantenuto la sua produzione filmica in equilibrio tra due mondi: quello più commerciale e spettacolare, e quello più sentimentale e melodrammatico. Spesso i due canoni si sono contaminati a vicenda creando il classico “film alla Spielberg” ma mai prima di Salvate il Soldato Ryan il regista aveva realizzato un film così crudo visivamente, in cui la violenza, rappresentata in primo piano senza omettere nulla, è al centro. Il film è un classico del genere bellico, ma la guerra ora è vista per quello che realmente: morte e distruzione. Il famoso e durissimo prologo che mostra il terribile sbarco in Normandia lascia strascichi per il resto della pellicola, anche quando il ritmo si abbassa e il sentimentalismo inizia a trionfare, il rumore dei proiettili è ancora nella testa degli spettatori e nella mente dei soldati protagonisti.

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58.  IL CAMERAMAN E L’ASSASSINO  (di Remy Belvaux, Belgio 1992)

Uno tra i film più agghiaccianti e originale mai realizzati, un mockumentary in bianco nero in cui una troupe televisiva segue e filma le azioni più efferate di un serial killer. La premessa è ovviamente assurda, ma questo dà il via ad uno dei film più controversi e violentemente espliciti nella storia del cinema, con lo spettatore che diventa complice divertendosi nel sentire i commenti umoristi del killer alle proprie gesta, e l’invadenza della tv che ormai non ha più remore a mostrare le scene più brutali pur di fare spettacolo. Quando a metà film il tono della situazione cambia totalmente dopo una scena raggelante, capiamo che i confini morali tra voyeurismo e partecipazione diretta sono molto labili.

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57.  DEAD MAN WALKING  (di Tim Robbins, USA 1995)

Tim Robbins per esordire alla regia sceglie un tema delicatissimo come la pena di morte, ancora più difficile da trattare considerando l netta presa di posizione americana sull’argomento. Eppure, il film di Robbins è esattamente quello che non ti aspetti, e per questo colpisce perfettamente nel segno: non un atto di accusa contro la pena di morte, ma una dimostrazione quasi documentaristica di quanto l’esecuzione possa essere fredda, amorale e barbarica esattamente come i delitti. La retorica è evitata grazie alla scelta del protagonista, un uomo cattivo e assolutamente negativo, davvero colpevole di omicidio. Eppure, il dubbio e un briciolo di pietù affiorano nella spettatore. Anche grazie ad interpretazioni magistrali, un film che rimane atto fondamentale nel genere di impegno civile.

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56.  CASA HOWARD  (di James Ivory, Gran Bretagna 1992)

Portentose affresco d’epoca, ricolmo di stile e strepitosa formalità, è la ricostruzione di un mondo non solo dal punto di vista scenico (scenografia e costumi impeccabili) ma soprattutto dal punto di vista sociale: le classi, le personalità, i ceti, i comportamenti, le convenzioni, le mezze frase, l’eccessiva educazione. James Ivory ci immerge realmente nell’Inghilterra del primo ‘900, un universo in cui il modo di dire una parola è importante della parola stessa, con le emozioni soffocate in un mare di pudore. Splendide le interpretazioni dei protagonisti.

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55.  L.A. CONFIDENTIAL  (di Curtis Hanson, USA 1997)

Il miglior adattamento mai realizzato di un romanzo di James Ellroy, un capolavoro noir che riporta il genere ai fasti immortali degli anni ’50 sfruttandone tutti gli elementi, dall’intreccio alla presenza della femme fatale di turno. Storia appassionante, personaggi affascinanti, costruzione scenica incredibile, ha il grande merito di dare vita, come nei grandi romanzi, al vero protagonista del racconto: la città di Los Angeles, un purgatorio reale apparentemente tranquillo, intriso di ipocrisia, corruzione e malcostume.

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54.  LE ALI DELLA LIBERTA’  (di Frank Darabont, USA 1994)

Uno tra i film più famosi e popolari degli ultimi anni, è davvero difficile trovare qualcuno che non ami questo film. Non è solo un capolavoro del genere carcerario, che non omette nulla sulle difficoltà, le violenze, lo scorrere del tempo, ma è soprattutto una grande storia di amicizia e di speranza, il classico che al termine della visione ti riempie il cuore e ti insegna qualcosa di assolutamente positivo.

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53.  JURASSIC PARK  (di Steven Spielberg, USA 1993)

Uno tra i film più spettacolari e appassionanti mai concepito, un trionfo di effetti speciali e avventura catastrofica che riporta Spielberg sul tetto del mondo per quanto riguarda gli incassi, e fa rinascere il mito dei dinosauri in intere generazioni di spettatori. Probabilmente non esiste persona che non abbia visto questo film, non si sia divertita, non si sia emozionata immaginando di trovarsi lì, o non abbia provato paura di fronte all’ormai iconico assalto del T-Rex. Come spesso accade nei grandi film, tutto funziona, dalla storia alla recitazione, con ottimi attori che interpretano personaggi ottimamente caratterizzati, anche se i veri protagonisti sono ovviamente i dinosauri, dai più mansueti ai più spaventosi. Il livello di realismo raggiunto dagli effetti speciali di questo film è tuttora incredibile, anche nell’epoca del 3D e del digitale.

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52.  IL SESTO SENSO  (di M. Night Shyamalan, USA 1999)

Diciamolo in partenza, la grande fama di questo film è dovuta all’incredibile rivelazione finale, una delle sorprese più grandi nella storia del cinema, che ora nota a tutti sarà diventata un luogo comune, ma all’epoca dell’uscita del film lasciò tutti sorpresi e di stucco. Eppure, oltre alla sorpresa c’è un grandissimo film, un thriller paranormale che ha ampiamente influenzato il genere, coinvolgente, cupissimo, con una tensione strisciante che esplode in momenti di grande paura. Lui vedeva la gente morta, e noi tuttora saltiamo dalla sedia al solo pensiero.

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51.  AL DI LA’ DELLA VITA  (di Martin Scorsese, USA 1999)

Il ritorno della coppia Martin Scorsese-Paul Schrader dà vita ad uno dei film più cupi ed esistenzialisti del cinema recente, l’epitome di tutti i temi cari al regista newyorkese. Tre segmenti che vedono sempre protagonista un allucinato e intensissimo Nicolas Cage vagare per le strade di una città psichedelica e sporchissima, che sembra rigettarci nelle vie di Taxi Driver, in un crescendo di dolore ed esasperazione. Ed intimamente, senza farlo notare troppo, diventa anche un film profondamente religioso, come Scorsese e Schrader hanno sempre fatto.

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