I 90 Miglior Film degli Anni ’90 (Settima Parte)

Top 100 winner

di Emanuele D’Aniello

Con grande coraggio abbiamo iniziato una incredibile cavalcata per scoprire i 100 miglior film degli anni ’90, probabilmente una delle classifiche più difficile da fare. Ricordando come questo elenco sia il più imparziale possibile, e come la differenze tra i vari titoli sia davvero minima, perchè parliamo del meglio tra centinaia di migliaia di pellicole realizzate in un solo decennio, continuiamo a scalare le posizioni rivisitando incredibili opere cinematografiche

posizioni 90-81

posizioni 80-71

posizioni 70-61

posizioni 60-51

posizioni 50-41

posizioni 40-31

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30.  LEON  (di Luc Besson, Francia/USA 1994)

Non esiste amore platonico al cinema più riuscito di quello che Luc Besson crea sfruttando la premessa di un film di genere: dopo una prima parte violentissima e molto grafica, quello a cui veramente assistiamo e l’incontro tra due mondi opposti, quello da rappresentato da Leon, sicario a pagamento, introverso, bambinesco, e quello di Matilda, giovanissima orfana, già adulta e saggia. Paradossalmente, è lei che insegna a vivere a lui. C’è azione, c’è tanto sangue, c’è tanto sentimento, c’è una storia d’amore perversa e pura al tempo stesso, e la strepitosa interpretazione dell’esordiente Natalie Portman che in quel momento entra prepotentemente e in prima linea nel mondo del cinema.

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29.  LA TRILOGIA DEI COLORI  (di Krzysztof Kieślowski, Francia/Polonia 1993, 1994, 1994)

Il grande autore polacco Krzysztof Kieślowski con la sua Trilogia dei Colori (Film Blu, Film Bianco, Film Ross) realizza un’opera ricca di metafore e simbolismi, in cui la forte componente drammatica che percorre i tre film, comunque indipendenti l’uno dall’altro, lascia lo spettatore senza fiato. E’ la vita, e soprattutto le sue difficoltà, che si fa cinema e quindi arte. Tre colori, quelli della bandiera francese, che nell’intenzione del regista rappresentano tre alti ideali (libertà, uguaglianza, fratellanza) e nelle fantastiche interpretazioni di Juliette Binoche, Julie Delpy e Irene Jacob assumono grande significato.

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28.  ADDIO MIA CONCUBINA  (di Chen Kaige, Cina 1993)

Il cinema asiatico fatto di colori sgargianti, incredibili scenografie e costumi, musiche trascinanti, è tutto racchiuso nelle tre ore del film si Chen kaige, un melodramma imponente dall’impianto politico e sociale, che tocca il tema dell’omosessualità con eleganza e tragicità senza pari. E’ prima di tutto una grande metafora dell’esistenza umana vissuta, per avere vera dignità, come rappresentazione artistica, con i protagonisti che si immergono del tutto nei loro personaggi.

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27.  MATRIX  (di Andy Wachowski e Larry Wachowski, USA 1999)

Pochi film hanno influenzato il cinema e riscritto le regole del gioco come ha fatto Matrix, un intricato mix di filosofia e sci-fi, che è passato alla storia soprattutto per lo stupefacente uso degli effetti speciali e delle sequenze d’azione, in cui la fusione tra le arti marziali del cinema orientale e la logica del “più grande più bello” tipicamente hollywoodiana è sorprendentemente riuscita.

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26.  BOOGIE NIGHTS  (di Paul Thomas Anderson, USA 1997)

L’opera seconda è la più difficile in carriera, perchè devi confermati o altrimenti rischi fin da subito di essere classificato come bluff. Paul Thomas Anderson, e non c’erano dubbi, supera brillantemente lo scoglio dell’opera seconda creando un film corale dall’immenso e sfaccettato cast, ricco di personaggi interessanti e situazioni coinvolgenti. Il film romanza la vera storia di John Holmes per mostrare il mondo del cinema porno negli anni ’70, l’apice per il genere allora definito addirittura d’autore, e usarlo come allegoria di un intero decennio, quello trasgressivo per antonomasia, quello dei cambiamenti più decisivi per una società intera. Se il regista è per molti in tutto e per tutto il nuovo Robert Altman, lo è anche grazie a questo film.

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25.  CREATURE DEL CIELO  (di Peter Jackson, Nuova Zelanda 1994)

Il film con cui Peter Jackson diventa noto al mondo è tratto da un terribile fatto di cronaca nera avvenuto in Nuova Zelanda quarant’anni prima, una tragedia da cui Jackson parte per intraprendere uno viaggio vero, intenso, viscerale e terribile nel’adolescenza di due giovani (tra cui l’esordiente Kate Winslet). Il rapporto tra le due ragazze, che pian piano si fa sempre più morboso, è ostacolato dai genitori ma soprattutto dalle convenzioni dell’epoca, e le due sono costrette a rifugiarsi spesso nel loro mondo di fantasia (le cui splendide sequenze sono ricreate da una WETA agli albori, ma già in nuce si dimostra la più grande compagnia di effetti speciali al mondo). Il finale è irreparabile e terribile, Jackson omette il minimo necessario ma la forza e il disgusto di quei momenti trapassano ugualmente lo schermo: le creature del cielo sono molto meno angeliche di quanto si possa pensare.

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24.  LA SOTTILE LINEA ROSSA  (di Terrence Malick, USA 1998)

Dopo 20 anni di silenzio improvvisamente Terrence Malick decide di tornare al cinema, i migliori attori in circolazione fanno a gara per lavorare con lui, e quel che ne esce fuori è uno tra i migliori film di guerra, e al tempo stesso il più atipico, mai realizzati. Nelle isole di Guadalcanal si consuma una rilettura filosofica della guerra, un vero e proprio trattato che si interroga sul male, sull’amoralità delle azioni umane, sul perchè l’uomo perpetra violenza verso il prossimo. C’è tutto il cinema di Malick, che come sempre più che un film realizza una vera opera d’arte.

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23.  FORREST GUMP  (di Robert Zemeckis, USA 1994)

Alzi la mano chi non ha mai citato una volta nella sua vita Forrest Gump, uno tra i personaggi più amati e incredibile nella storia del cinema. Tom Hanks dona umanità e sentimento ad un ragazzo non proprio sveglissimo ma dal cuore d’oro, che nonostante tutto incontra Kennedy, gioca a ping pong contro i cinesi, insegna i mitici passi a Elvis, diventa un campione di corsa, un eroe del Vietnam, si arricchisce con i gamberi. Soprattutto, vive e ama, e noi con lui. Una splendida storia umana che si fa metafora esistenziale del percorso della società americana, e ci regala momenti indimenticabili da groppo in gola.

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22.  LEZIONI DI PIANO  (di Jane Campion, Nuova Zelanda 1993)

Le immortali e celeberrime note di Michael Nyman fanno da corredo musicale e corredo emotivo al capolavoro di Jane Campion, una storia in cui la protagonista, muta, comunica più di tutte le altre persone. Esploriamo l’universo femminile in una sinfonia di note e colori, in cui i paesaggi della Nuova Zelanda si ergono a personaggio fondamentale. Le interpretazioni degli attori sono a dir poco eccellenti, riusciamo davvero a percepire il pianoforte e la musica come naturale estensione del corpo e dell’anima della nostra eroina. Un film per tutti, intriso di grande sensibilità.

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21.  HEAT  (di Michael Mann, USA 1995)

Il capolavoro di Michael Mann è passato alla storia soprattutto per essere il primo film in cui le icone assolute Robert DeNiro e Al Pacino recitano insieme, faccia a faccia e nella stessa scena, ma i meriti del film sono comunque innegabili: ridefinisce un intero genere portando il crime movie metropolitano a vette incredibili, è sostenuto da un clamoroso equilibrio tra azione e introspezione psicologica dei personaggi, descrivendo delle figure realistiche all’inverosimile. Sarebbe banale dire che il poliziotto e il criminale, il cacciatore e la preda, il bene il male sono essenzialmente la stessa cosa e rappresentano due facce della stessa medaglia, e Mann approfondisce questa dinamica in quasi 3 ore di pellicola. La regia, la fotografia, le interpretazioni e il sapiente uso dei due divi (insieme solo in due scene per far salire l’attesa) creano una delle opere più influente per la filmografia del genere negli anni successivi.

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2 pensieri su “I 90 Miglior Film degli Anni ’90 (Settima Parte)

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