Gli 80 Miglior Film degli Anni ’80 (Ultima Parte)

Top 100 winner

di Emanuele D’Aniello

Incredibile, ma è finita. Come avevamo fatto scoprendo i migliori film degli anni 2000 e poi degli anni ’90, anche ora abbiamo analizzato pellicole proveniente da ogni parte del mondo, di ogni genere, e ora arriviamo a svelare i dieci migliori film degli anni ’80. Dopo aver visto tantissimi film dal grandissimo valore, senza indugi arriviamo dritti alla vetta.

posizioni 80-71

posizioni 70-61

posizioni 60-51

posizioni 50-41

posizioni 40-31

posizioni 30-21

posizioni 20-11

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10.  L’IMPERO COLPISCE ANCORA  (di Irvin Kershner, USA 1980)

Secondo storico episodio (in barba al nuovo conteggio, i veri fans della serie sono cresciuti con l’ordine originale) della saga di fantascienza più famosa di sempre, è un raro caso di sequel che supera il primo film, in grandezza, azione, effetti speciali, sviluppo della storia e sviluppo dei personaggi. Soprattutto può vantare quella che forse è la più grande sorpresa/rivelazione nella storia del cinema: proviamo a metterci nei panni di uno spettatore che guarda per la prima volta il film nel 1980, in un’epoca senza internet, e vengono i brividi solo a pensare a quella scossa di emozioni.

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9.  FULL METAL JACKET  (di Stanley Kubrick, USA 1987)

Penultimo film di Stanley Kubrick, il regista che ha attraversato tanti e così diversi generi ritorna a quello a cui pare più legato: la satira anti-bellica. Film durissimo, che cucina lo spettatore mescolando l’umorismo nero della prima parte, che condanna la disumanizzazione dell’addestramento militare, alla pura realtà del conflitto sul campo della seconda parte, in cui non c’è più scampo per scappatoie morali. La guerra uccide gli uomini, e chi sopravvive è trasformato in una macchina senza sentimenti: un insegnamento autentico che ci ha lasciato il grande regista.

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8.  RAN  (di Akira Kurosawa, Giappone 1985)

Ispirandosi al Re Lear di Shakespeare, a 75 anni Akira Kurosawa dimostra di essere un gigante del cinema realizzando il suo film più mastodontico e complesso, un trionfo tecnico che si sposa con la forza della storia e la potenza delle interpretazioni. Quello a cui assistiamo è il dilagare della follia, e nel frattempo si rimane folgorati dai colori, dalle scenografie, dalle imponenti scene di battaglia, dai silenzi assordanti che lasciano spazio al rumore nefasto della violenza.

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7.  AMADEUS  (di Milos Forman, USA 1984)

Il celebre film di Milos Forman che racconta la rivalità tra Mozart e Salieri, indubbiamente il miglior biopic musicale di sempre, è un fantastico character study su due personaggi che rappresentano due facce della stessa medaglia, ed al tempo stesso, partendo da questi due personaggi-simbolo, il film diventa uno studio sul genio e sul rapporto con la mediocrità: Salieri non odia Mozart in quanto tale, odia e non sopporta il fatto che un simile talento risieda in un uomo così ridicolo. La sfarzosa ricostruzione dell’epoca e la fine indagine psicologica sui protagonisti, aiutata da due interpretazioni monumentali, fanno del film un autentico capolavoro.

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6.  FANNY & ALEXANDER  (di Ingmar Bergman, Svezia 1982)

Epopea della famiglia Ekadhl narrata attraverso le vicende che iniziano la sera di Natale del 1907 e vedono al centro due bambini, Fanny e Alexander. Opera “conclusiva” di Bergman il quale nelle sue iniziali intenzioni voleva congedarsi dal suo pubblico donandogli questo film. All’interno dei suoi cinque capitoli troviamo tutte le tematiche care al regista svedese: i rapporti familiari, la morte, la magia, l’onirico, l’incomunicabilità, la fede e un’infanzia felice ricca di sogni e fantasie e come sempre figure femminili eccezionali. Un cassetto dei ricordi che il regista apre ancora una volta mostrando la meraviglia per il cinema e la difficoltà che si incontrano nella vita proponendo figure vicine alla sua infanzia come quella della nonna e quella del padre, rigido pastore luterano, e tutto questo accompagnato da suoni, colori e immagini che rendono quest’opera una vera summa della poetica bergmaniana.

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5.  FA’ LA COSA GIUSTA  (di Spike Lee, USA 1989)

Una caldissima afosa giornata estiva a Brooklyn e una pizzeria gestita da italiani fanno da sfondo al capolavoro di Spike Lee, un racconto lucido e maturo, privo di spinte demagogiche o melodrammatiche, sui problemi razziali d’America e sulle contraddizioni di una grande città come New York. Un film che si fa indagine sociologica, e riesce a coinvolgere grazie alla costruzione dei personaggi, raramente simpatici ma molto umani nei loro difetti. Un film che venti anni prima dell’elezioni del primo presidente nero d’America gridava al mondo di capire e cambiare la situazione.

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4.  E.T. L’EXTRATERRESTRE  (di Steven Spielberg, USA 1982)

Se c’è un film che più di tutti racchiude al meglio la poetica e la visione di Steven Spielberg, quello è indubbiamente E.T. che ha segnato intere generazioni di sognanti spettatori, dai bambini agli adulti. L’opera ha un fascino immortale, comunica con il bambino dentro ognuno di noi e con una perfetta fusione tra ironia e sentimento evita sempre di cadere nel melenso, commuovendo praticamente chiunque senza cercare la lacrima facile. A distanza di 30 anni la scena in cui i ragazzi iniziano a volare in sella alle loro biciclette riesce ancora a stupire e a far fare un tuffo al cuore di milioni di persone.

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3.  BLADE RUNNER  (di Ridley Scott, USA 1982)

“Io ho visto cose che voi umani non potreste nemmeno immaginarvi… […]”. Finisce così Blade Runner e inizia così la leggenda.Tratto da un noto romanzo di Philip Dick, scrittore che con le sue opere ha ispirato numerosi film di fantascienza, è una di quelle rare pellicole che incarna più generi senza cadere nel pacchiano o nel kitsch. L’ambientazione futuristica appare evidente sin dalle prime scene, ma successivamente subentrano tematiche tipiche del noir, della distopia e del thriller, in un cocktail che rende Blade Runner un film a sé stante, un cult. Considerato da molti il capostipite della fantascienza contemporanea del filone cyberpunk, è un film che sfocia spesso nel filosofico e pone frequenti interrogativi allo spettatore: è giusto uccidere un robot che è di fatto uguale ad un essere umano? La risposta si ottiene guardando il film.

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2.  TORO SCATENATO  (di Martin Scorsese, USA 1980)

L’Inferno e il Paradiso, questo è il racconto che Martin Scorsese fa della vita del pugile Jake La Motta, un fenomeno nel ring ed un uomo piccolo e meschino nella vita quotidiana. Partendo dal pugilato, la più grande metafora sportiva che il cinema americana abbia mai usato, il film è un affresco sulla violenza e sui violenti, sulla misoginia del microcosmo italoamericano degli anni ’50, e soprattutto su un uomo che non impara mai dai propri errori e cade sempre più nell’abisso dell’anonimato. La regia maestosa di Scorse, specie nelle scene di boxe, la magnifica fotografia in bianco e nero, la commovente colonna sonora, e l’interpretazione di DeNiro che tanto ha fatto discutere, tutti elementi che hanno creato il mito.

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1.  C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA  (di Sergio Leone, USA 1984)

Il fatto che Sergio Leone sia scomparso improvvisamente, non realizzando più film, è tuttora un colpo al cuore di tutti gli amanti di cinema. Ma idealmente, romanticamente, non c’è film miglior con cui concludere una filmografia, una carriera, una vita, di C’era una Volta in America, soprattutto per un gigante come Leone. Ci ha abituato ai western, e vederlo raccontare una storia di gangster nell’America del 900 è quasi strano a primo impatto. Ma il film di Leone è un commovente racconto sulla nostalgia, sull’amicizia, sui tempi che passano e che fanno perdere l’innocenza, sulla vita che cambia in generale. Il film, con i suoi tempi, il suo ritmo, la sua narrazione, i suoi salti temporali, le musiche elegiache di Morricone, ha la stessa atmosfera nebulosa della fumeria d’oppio in cui Noodles affoga i suoi rimpianti. Passato più che altro alla storia per lo scempio compiuto dalla distribuzione americana all’uscita (due ore di tagli, montaggio cronologico), fortunatamente il film di Leone con la sua potenza ha superato gli errori e gli anni, ed ora giustamente ha il suo posto tra le opere immortali della storia del cinema.

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E ora, qualche curiosità sul lungo elenco di film. Questi sono i registi con più di un film presente in classifica:

4 Martin Scorsese

3 Steven Spielberg

3 Rob Reiner

3 Oliver Stone

3 Woody Allen

2 David Cronenberg

2 Francois Truffaut

2 Joel Coen & Ethan Coen

2 Spike Lee

2 James Cameron

2 Hayao Miyazaki

2 David Lynch

2 Wim Wenders

2 Akira Kurosawa

2 Stanley Kubrick

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E ora, le citazioni anno per anno:

1980: 7 film presenti (il migliore Toro Scatenato)

1981: 5 film presenti (il migliore I Predatori dell’Arca Perduta)

1982: 10 film presenti (il migliore Blade Runner)

1983: 6 film presenti (il migliore Scarface)

1984: 10 film presenti (il migliore C’era una Volta in America)

1985: 7 film presenti (il migliore Ran)

1986: 8 film presenti (il migliore Velluto Blu)

1987: 8 film presenti (il migliore Full Metal Jacket)

1988: 12 film presenti (il migliore Nuovo Cinema Paradiso)

1989: 7 film presenti (il migliore Fa’ la Cosa Giusta)

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E così siamo arrivati alla conclusione di questa lunghissima e complicata classifica. Speriamo di aver mostrato davvero il meglio cinematografico degli anni ’80, e soprattutto di avervi convinto a recuperare diversi film che magari prima nemmeno conoscevate. Fortunatamente, il cinema non si ferma mai.

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