Gli 80 Miglior Film degli Anni ’80 (Terza Parte)

Top 100 winner

di Emanuele D’Aniello

ormai abbiamo iniziato una folle cavalcata per scoprire gli 80 miglior film degli anni ’80, probabilmente una delle classifiche più difficile da fare. Ricordando come questo elenco sia il più imparziale possibile, e come la differenze tra i vari titoli sia davvero minima, perchè parliamo del meglio tra centinaia di migliaia di pellicole realizzate, continuiamo a scalare le posizioni rivisitando incredibili opere cinematografiche

posizioni 80-71

posizioni 70-61

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60.  LE RELAZIONI PERICOLOSE   (di Stephen Frears, Gran Bretagna 1988)

Affascinante ed intrigante ricostruzione storica di un mondo e di un pensiero, quello della nobiltà settecentesca costantemente annoiata, che vivacizza le giornate tra giochi di potere e giochi di seduzione. Mistero ed erotismo, col ritmo del thriller il regista inglese Stephen Frears dipinge un grande affresco in cui trionfa la recitazione maestosa dei protagonisti.

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59.  ARRIVEDERCI RAGAZZI  (di Louis Malle, Francia 1987)

Nel pieno stile di Truffaut, il grande autore francese Louis Malle porta al cinema una storia personale che diventa facilmente universale, un grande racconto di una amicizia negata e una infanzia distrutta sullo sfondo, che si fa pian piano sempre più ingombrante e decisivo, della Seconda Guerra Mondiale e delle persecuzioni razziali. Con un tocco delicatissimo, Malle ci racconta uno spaccato di storia straziante ed incredibilmente emotivo.

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58.  HANNAH E LE SUE SORELLE  (di Woody Allen, USA 1986)

Woody Allen raggiunge un perfetto equilibrio tra dramma e commedia in una nuova rappresentazione molto critica della famiglia intesa come istituzione. Hannah è il centro della storia, pur non essendo il personaggio principale ogni momento si riconduce a lei: ha due sorelle, la maggiore inizia una relazione con il suo ex marito, la minore invece è segretamente il soggetto delle attenzioni amorose del suo attuale marito. Il cast corale funzione magnificamente, Michael Caine e Dianne Wiest, giustamente premiati con due Oscar, sono eccezionali. Si ride ma non troppo, si riflette ma non eccessivamente, potrebbe essere da alcuni considerato un difetto ma invece Allen mixa saggiamente i due generi maggiori con sapiente maestria, grande ironia e attenzione alla costruzione della storia.

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57.  SESSO, BUGIE E VIDEOTAPE  (di Steven Soderbergh, USA 1989)

Oggi potrà sembrare datato e poco rivoluzionario, quello che si vede nel film d’esordio di Steven Soderbergh ormai non scuote più, ma alla sua uscita questa sorprendente ed inaspettata Palma d’Oro a Cannes cambiò per sempre il cinema indipendente americano, facendolo accettare in maniera universale, riuscendo a raccontare una storia di voyeurismo e rapporti disfunzionali.

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56.  IL COLORE VIOLA  (di Steven Spielberg, USA 1985)

Il primo tentativo di Steven Spielberg di portare il suo sentimentalismo nostalgico fuori dai canoni del genere, per realizzare un film dall’impianto melodrammatico classico, è un tentativo perfettamente riuscito, che ancora oggi commuove intere generazioni di spettatori. In oltre due ore il film racconta la vita due sorelle, le loro drammatiche esperienze fatte di brutalità, privazioni, costrizioni e difficoltà quotidiane, presentandoci una vasta galleria di personaggi tutti complessi e ricchi di sfaccettature, tenendo sempre al centro della narrazione il cuore e l’amore che supera ogni ostacolo. Sciogliersi in lacrime nel finale è normale, tranquilli. Il film che ha trasformato Spielberg da nerd per il grande pubblico a regista maturo e completo.

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55.  PASSAGGIO IN INDIA  (di David Lean, Gran Bretagna 1984)

Negli anni ’80 il grandissimo David Lean non era più il regista stimato e vincente di 20 anni prima, ma naturalmente il talento ed il tocco non si perdono per strada. Lean con l’adattamento del romanzo di E.M. Forster riesce ancora a raccontare un grande conflitto di culture, inscenando in poco più di due ore tutti le contraddizioni coloniali tra Inghilterra e India, dipingendo le ipocrisie dell’alta società e mantenendo impeccabile la costruzione formale.

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54.  TOOTSIE  (di Sidney Pollack, USA 1982)

Fantastica commedia che mischia farsa e dramma sapientemente, la grande idea di Sidney Pollack è una divertente critica al maschilismo degli anni ’80 e soprattutto alle folli regole della tv, oltre che uno studio vero e proprio sul mestiere più ipocrita che esiste, quello dell’attore. Tutto gira e funziona a meraviglia nel film soprattutto grazie alla stratosferica prova di un Dustin Hoffman mai più così snervante ed istrionico.

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53.  KAGEMUSHA  (di Akira Kurosawa, Giappone 1980)

Un film importantissimo per tutta la storia del cinema, perchè dopo tanti fallimenti e addirittura un tentato suicidio ci ha restituito un Akira Kurosawa raramente così all’apice della forma, in grado di costruire una storia coinvolgente ed una forma scenica semplicemente monumentale. In nuce ci sono moltissimi elementi del seguente capolavoro Ran, ma già questo film mostra la grandissima abilità tecnica e narrativa del maestro giapponese.

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52.  FUORI ORARIO  (di Martin Scorsese, USA 1985)

Un regista, pieno di dubbi sulla propria carriera, che decide di fare un film piccolo e privo di ambizioni per non volare troppo in alto, ed ugualmente riesce a realizzare un grande film, è indubbiamente un regista che non può sbagliare un colpo. E parlando di Martin Scorsese, anche noi non sbagliamo nel giudizio. Questa black comedy, insolita per il cinema scorsesiano, ma pieno dei tema urbani del grande autore newyorkese, è un divertente e graffiante viaggio dai toni grotteschi e quasi kafkiani nelle insidie notturne di una grande metropoli, nell’anima più nascosta e più assurda di una città sempre pulsante. piena di situazioni e personaggi al limite dell’accettabile.

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51.  GHOSTBUSTERS (di Ivan Reitman, USA 1984)

Se c’è un simbolo della commedia americana targata anni ’80, quello è indubbiamente Ghostbusters, un capolavoro di comicità, un trionfo al box office di tutto il mondo, divenuto subito un cult che i fans recitano e replicano ormai a memoria. Dannatamente divertente, persino avvincente con i suoi effetti speciali, con una storia meravigliosa ed un cast semplicemente in stato di grazia guidato da un perfetto Bill Murray.

5 pensieri su “Gli 80 Miglior Film degli Anni ’80 (Terza Parte)

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