Gli 80 Miglior Film degli Anni ’80 (Settima Parte)

Top 100 winner

di Emanuele D’Aniello

Ormai abbiamo iniziato una folle cavalcata per scoprire gli 80 miglior film degli anni ’80, probabilmente una delle classifiche più difficile da fare. Ricordando come questo elenco sia il più imparziale possibile, e come la differenze tra i vari titoli sia davvero minima, perchè parliamo del meglio tra centinaia di migliaia di pellicole realizzate, continuiamo a scalare le posizioni rivisitando incredibili opere cinematografiche

posizioni 80-71

posizioni 70-61

posizioni 60-51

posizioni 50-41

posizioni 40-31

posizioni 30-21

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20.  CRIMINI E MISFATTI  (di Woody Allen, USA 1989)

Cecità umana o divina? Cliff è un documentarista che, pur dichiarando tutto il suo amore per la collega e cercando di gettare più fango possibile sull’amante di lei, non trova corrisposto il suo sentimento. Judah è un facoltoso chirurgo rispettato tra la comunità ebraica new yorkese, tradisce continuamente la moglie con un donna che inizia ad ossessionarlo, e decide quindi di farla fuori. E timorosamente attende la punizione divina per il peccato mortale commesso, punizione che però non arriva. Il delitto paga perchè l’umanità è sola, nessuno ci osserva e quindi nessuno ci punisce. Questa la considerazione di un Allen raramente così laico e cinico: inutile attendere fantomatiche punizioni divine o aspettare che l’amore sia corrisposto, inutili struggersi l’anima, siamo soli e sempre lo saremo, non c’è catarsi nella vita, quindi viviamo bene in serenità le nostre scelte, paradossalmente cerchiamo di vivere serenamente anche i peccati commessi. Allen gioca a fare il Dostoevskij e ci riesce egregiamente.

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19.  STRANGER THAN PARADISE  (di Jim Jarmusch,USA 1984)

Straordinario esordio di Jim Jarmusch, che con questo film, girato in modo quasi amatoriale, disegna uno dei manifesti del cinema indipendente americano. Raccontando la storia di tre giovani emigrati ungheresi, il film è una parodia ironica ma dolente del sogno americano, quel mito che in realtà è pura apparenza, e svela come la vita può essere noiosa in qualsiasi parte del mondo se vissuta con sufficienza.

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18.  DONNE SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI  (di Pedro Almodovar, Spagna 1988)

Film simbolo dell’intera filmografia di Pedro Almodovar, ed opera decisiva con cui compie il passaggio decisivo verso il puro dramedy. Come sempre risalta il cast femminile, tra cui la prova travolgente di Carmen Maura, vero motore sentimentale del film. Sullo stile della classica commedia degli equivoci alla Moliere, il film racconta fondamentalmente una storia drammatica (la solitudine e l’impossibilità di avere una relazione sana) ma con toni farseschi e un climax comico sempre più divertente. I colori, i dialoghi ed i personaggi di Almodovar diventano iconici con questo film.

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17.  HARRY TI PRESENTO SALLY  (di Rob Reiner, USA 1989)

Vertice e capolavoro assoluto della commedia americana, spartiacque decisivo che apprende la lezione nel genere di Woody Allen e la rielabora facendo nascere centinaia di imitazioni, la sceneggiatura perfetta di Nora Ephron andrebbe presa e studiata nelle scuole. Film che diverte ed emoziona, con una storia semplice ma verissima, capitata a chissà quante persone: l’amicizia tra uomo e donna sfocia sempre in qualcosa di più. Le battute, le scene, l’alchimia sensazionale tra Billy Crystal e Meg Ryan entrambi magnifici, con quest’ultima che diventa la fidanzata ufficiale d’America, una formula magica che si immortala nel tempo.

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16.  VELLUTO BLU  (di David Lynch, USA 1986)

David Lynch, più che per i suoi film e le sue opere visionarie, è divenuto celebre per la serie televisiva enormemente imitata Twin Peaks. Naturalmente, tutte le caratteristiche della serie tv (la perversione fantastica, i personaggi borderline, il mistero che si cela dietro la provincia americana) Lynch ha iniziato a raccontarlo e sperimentarlo con Velluto Blu, la storia di un ragazzo che, partendo dal ritrovamento di un orecchio umano in un giardino, apre metaforicamente la porta dell’Inferno. Memorabili Dennis Hopper e Isabella Rosellini, il film è una delle opere più stranianti e complicate mai realizzate.

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15.  L’ULTIMA TENTAZIONE DI CRISTO  (di Martin Scorsese, USA 1988)

Uno dei film più famosi e controversi di sempre, insultato e schernito, ma soprattutto travisato e male interpretato. L’opera della vita di Martin Scorsese, il film che più di tutti ha voluto realizzare in carriera, è un grande racconto sull’uso del libero arbitrio, sull’accettare le proprie responsabilità e i doveri, ed è il miglior ritratto della figura di Gesù mai visto al cinema, perchè sincero nel ritrarre la doppia natura umana e divina. Il film ci dice che essere il figlio di Dio non deve esser certo stato facile, e questo è uno dei più grandi attestati di fede che possano essere fatti.

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14.  SHINING  (di Stanley Kubrick, USA 1980)

L’orrore non è l’uso del mezzo scenico, ma spesso e volentieri proviene dalla pausa viscerale e dal terrore psicologico. Quando un film ha tutti gli elementi finora menzionati, oltre che una resa tecnico/scenica pazzesca ed una interpretazione monumentale al centro, non c’è timore nel dire di trovarsi ad uno dei miglior horror di tutti i tempi. Si potrebbero dire tante parole su questo film, ma la carica emotiva che le immagini trasmettono supera ogni razionalità. Non è un film da raccontare, ma da vedere.

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13.  NUOVO CINEMA PARADISO  (di Giuseppe Tornatore, Italia 1988)

Uno dei film italiani più amati e popolari all’estero, il capolavoro di un Giuseppe Tornatore ancora giovane è una deliziosa ode alla sua Terra, alla sua infanzia, all’infanzia in generale, e soprattutto un grande atto d’amore per il cinema e la magia che solo la settima arte sa esprimere. Con un delicato mix di commozione e umorismo, Nuovo Cinema Paradiso è forse l’ultimo grande film del classico ed immenso cinema italiano, il degno erede e quasi un testamento.

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12.  PARIS, TEXAS  (di Wim Wenders, Germania/USA 1984)

Un uomo che vaga nel deserto, vestito normalmente ed in pieno possesso delle proprie facoltà mentali. Questo è il simbolo del film, un manifesto esistenziale che abbraccia temi come la solitudine, la famiglia, la difficoltà di adattarsi al mondo moderno, e riesce a sposare la sensibilità europea di Wenders con la migliore estetica del cinema indipendente americano. Un racconto dai sentimenti forti, con un messaggio potente, che tocca tutte le corde dell’anima.

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11.  I PREDATORI DELL’ARCA PERDUTA  (di Steven Spielberg, USA 1981)

Stevens Spielberg alla regia, George Lucas alla produzione, Lawrence Kasdan alla sceneggiatura, Harrison Ford davanti alla macchina da presa, una trama esaltante e personaggi mitici: una ricetta che ha fatto la storia del cinema e ha creato il miglior film d’avventura di tutti i tempi, un cult destinato ad ammaliare generazione e generazioni di fans, influenzare cineasti e generare uno spaventoso successo di pubblico e critica. Azione, romanticismo, ironia, un autentico catalogo di scene da mandare giù a memoria, quelle poche volte che il ritmo infernale del film ci permette di prendere fiato, e un protagonista tra i popolari e imitati nella storia del cinema. Non è un vero film, ma la proiezioni dei sogni e delle fantasie fanciullesche dei realizzatori, capaci di portare sul grande schermo i racconti letti e divorati nell’infanzia. Come per magia, tutto funziona.

 

 

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