X-Men: Giorni di un Futuro Passato – recensione

x-men-days-future-past-review

X-Men: Giorni di un Futuro Passato (X-Men: Days of Future Past) di Bryan Singer, con Hugh Jackman, James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Peter Dinklage, Patrick Stewart, Ian McKellen, Nicholas Hoult, Ellen Page, Halle Berry

di Emanuele D’Aniello

Bryan Singer ritorna ad occuparsi degli X-Men dopo un decennio, e i fans possono esultare. Considerando quanto poco sia stato apprezzato il terzo capitolo della saga diretto da Brett Ratner, e quanto adesso sia significativa a fini narrativi la scelta di utilizzare i viaggi nel tempo per correggere tutte le distorsioni generate proprio da quel film, rimane un certo retropensiero che vede Singer aver scelto come soggetto l’adattamento del fumetto omonimo X-Men: Giorni di un Futuro Passato solo per azzerare quanto fatto in sua assenza, ed evidentemente non di suo gradimento, e riappropriarsi definitivamente di questo universo cinematografico. Forse esageriamo con la dietrologia, ma anche qualora fosse così, non se ne sente il peso, essendo questo film altamente spettacolare, divertente e ottimamente riuscito.

Singer dopotutto, avendo proprio lui introdotto questi personaggi al cinema nell’ormai lontano 2000, è ben consapevole che la metafora della discriminazione razziale che fa da sfondo alla storia degli X-Men è un elemento ormai conosciutissimo dal grande pubblico e stavolta non perde minimamente tempo ad introdurre l’argomento, ed è altrettanto cosciente che l’oliata struttura di ogni trama di questa saga (fondamentalmente, anche stavolta lo schema è: umani che cercano uccidere i mutanti, Magneto che per impedirlo vuole uccidere gli umani, nel mezzo i mutanti buoni di Xavier) è un meccanismo talmente perfetto che può permettersi ogni genere di divagazione e esperimento. E qui di esperimenti ce ne sono tanti, perchè Giorni di un Futuro Passato è uno dei blockbuster più complessi degli ultimi anni. Recuperando quasi di peso la struttura di Terminator e la premessa per l’utilizzo dei viaggi nel tempo, Singer così facendo si concede il lusso di girare al tempo stesso un film di supereroi ed un puro film di fantascienza, ambientare la storia in un futuro distopico, apocalittico e al tempo stesso divertirsi con gli ambienti, le scenografie, i costumi e la musica anni ’70, omaggiare il cast della vecchia saga e sfruttare benissimo la nuova generazione di attori introdotta con il film del 2011, lasciando comunque sempre al centro di tutto il conflitto interiore e morale dei protagonisti. L’ambizione del film è smisurata, tanto che Giorni di un Futuro Passato può essere letto (anzi, effettivamente lo è davvero) come sequel di X-Men: l’Inizio e prequel sia della trilogia originale sia del primo spin-off su Wolverine.

L’elemento più innovativo e audace però non sono i viaggi nel tempo, quanto la voglia di raccontare, spiegare e costruire tanto in un singolo film. In un presente cinematografico in cui la regola è quella di frammentare il più possibile, quasi sempre per fini commerciali – pensiamo alla costruzione del filone della Marvel, o agli adattamenti di saghe letterarie come Harry Potter, Twilight, Hunger Games – Singer invece punta tutto sull’unità e sulla densità, una scelta che stupisce in positivo e incredibilmente paga dal punto di vista narrativo. Certo, a questa scelta si devono anche i difetti del film, come il sottoutilizzo del cast “vecchio”, che sembra più una serie di camei estesi, e la superficialità nella trattazione del villain, essendo poco chiare le motivazione di Bolivar Trask, un peccato ancora più grande vedendo quanto Peter Dinklage sia magnifico in ogni inquadratura. Perlomeno, la concentrazione nel cast “nuovo” è assolutamente riuscita, essendo la chimica tra McAvoy e Fassbender semplicemente straordinaria, e sempre altissima l’intensità e l’impegno di Jennifer Lawrence, che sembra sempre stia per recitare il ruolo della vita. Discorso a parte merita Hugh Jackman, ormai in simbiosi totale con Wolverine, sempre perfetto in ogni contesto.

Soprattutto, e questa forse è la cosa che più conta in un blockbuster simile, al netto di tutti i discorsi fin qui fatti, Giorni di un Futuro Passato è un film incredibilmente spettacolare, con degli effetti speciali clamorosi, e un lungo climax nel terzo atto, perfettamente calibrato nel montaggio tra passato e futuro, davvero sorprendente e tesissimo. E in tutto ciò c’è anche spazio per la giusta dose di ironia, mai esagerata, che esplode nella grandiosa scena di Quicksilver al Pentagono, perfetta introduzione per il personaggio e miglior scena del film. Probabilmente a visione ancora fresca è ancora presto per proclamare Giorni di un Futuro Passato il miglior film finora nella saga degli X-Men, ma sicuramente non è presto per capire che il ritorno di Singer è stato decisivo e importantissimo, l’uomo con la giusta visione, passione e conoscenza della materia per far ripartire un intero franchise e far passare magistralmente il testimone da un cast di attori ad un altro.

stellastellastellamezza_stellano_stella

3 pensieri su “X-Men: Giorni di un Futuro Passato – recensione

  1. Pingback: Il trailer di X-Men: Apocalypse | bastardiperlagloria2

  2. Pingback: I film del 2016: i blockbuster | bastardiperlagloria

  3. Pingback: Il trailer di X-Men: Apocalypse | bastardiperlagloria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...