Batman al cinema (ultima parte)

batman-collage

di Emanuele D’Aniello

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Batman. Esatto, non vedo mani alzate. È impossibile non aver mai visto qualcosa inerente all’uomo pipistrello, il personaggio dei fumetti americani forse più popolare di sempre insieme a Superman (entrambi fanno parte della grande famiglia della DC Comics, la storica rivale della Marvel). Il successo e la fama di Batman non si può spiegare, considerando che parliamo dell’unico personaggio definito supereroe ma che in realtà non ha affatto superpoteri, e non si può raccontare, perché se partissimo dalla fatidica data del maggio 1939 in cui Bob Kane e Bill Finger hanno creato il personaggio non basterebbero un paio di articoli. Ci concentriamo in queste due uscite sulla storia cinematografica del mito di Batman, una storia lunga, difficile, travagliata, controversa, divenuta via via sempre più travolgente e importante.

Nell’estate del 1997, poco dopo l’uscita del disastroso Batman & Robin, il franchise di Batman si ritrova in ginocchio. Naturalmente, prima dell’uscita del film, i piani per un quinto capitolo erano già in moto: Batman Triumphant è il titolo designato, Joel Schumacher ancora alla regia con George Clooney e Chris O’Donnell confermati nei due ruoli principali. Mark Protosevich scrive la sceneggiatura con una uscita prevista per l’estate del 1999, e la Warner Bros vuole fare le cose in grande, a tal punto da richiamare Jack Nicholson per interpretare nuovamente il Joker. La trama infatti vedeva come villain principale lo Spaventapasseri (per il ruolo Nicolas Cage era la prima scelta) il quale, con le sue tossine allucinogene, avrebbe riportato riportato in vita la più grande paura di Batman, cioè Joker, anche se solo in sogno. Addirittura Harley Quinn si rumoreggiava come possibile villain femminile, reinterpretata come figlia del Joker in cerca di vendetta, con la cantante Madonna indicata per la parte. Ma poi come detto, prima che la produzione iniziasse, il tonfo di Batman & Robin assunse proporzioni incredibili grazie anche alla prima diffusione della critica su internet (celebre una recensione del sito AICN che disintegrava il film, scatenando un passaparola negativo inarrestabili tra i fans della saga) e piani per un quinti film furono immediatamente sospesi. Il marchio del cavaliere oscuro rimaneva però la proprietà forse più importante e redditizia in mano alla Warner Bros, e quindi iniziarono una serie di tentativi per far rinascere il franchise, molto simili ai tentativi pre-1989 per portare la saga sul grande schermo.

Per un breve periodo nel 1998 l’intenzione sembrava quella di adattare per il grande schermo la graphic novel fondamentale per il genere The Dark Knight Returns, che poteva essere al tempo stesso una continuazione della precedente saga (essendo protagonista un Batman anziano) e un nuovo inizio (per il tono decisamente serio, dark e violento). Joel Schumacher aveva espresso interesse per la regia del progetto, soprattutto per redimersi agli occhi dei fans dopo i suoi due precedenti film che avevano riportato la serie quasi al livello comico degli anni  ’60, la la Warner Bros rifiutò confermando che i rapporti col regista erano arrivati ad un punto morto. La compagnia invece contattò i fratelli Hughes per la regia e per l’adattamento della sceneggiatura, e i due fecero come richiesta fondamentale l’ingaggio di Clint Eastwood come Batman. L’idea però non trovò uno sbocco, e le parti in causa abbandonarono il progetto senza approfondirlo. A quel punto un deciso Joel Schumacher tornò alla carica grazie all’amicizia con gli sceneggiatori Lee Shapiro e Stephen Wise, i quali proposero alla WB un copione intitolato Batman: DarKnight. L’idea del film vedeva un Bruce Wayne più maturo che ha abbandonato i panni di Batman, lo stesso aveva fatto Dick Grayson con quelli di Robin decidendo di andare a studiare all’università. Lì però avrebbe trovato i due nuovi villain della storia, i professori Jonathan Crane e Kirk Langstrom che si sarebbero trasformati rispettivamente nello Spaventapasseri e nel Man-Bat, costringendo Batman a tornare in azione. Il progetto entrò ufficialmente in pre-produzione a metà 1999, tanto che fu disegnato un nuovo logo, ma alla fine la Warner Bros decise di annullare il progetto per rilanciare completamente la saga dall’inizio, e studiò due piani alternativi in contemporanea: uno Batman: Year One, e l’altro Batman Beyond.

La prima idea fu adattamento per il cinema la serie animata Batman Beyond, una storia sul cavaliere oscuro ambientato nel futuro in un mondo fantascientifico. Nel gennaio 2000 ai creatori della famosissima serie animata televisiva Paul Dini e Alan Burnett fu commissionato ufficialmente uno script, e Boaz Yakin venne designato come regista. Il progetto era radicale, avrebbe sicuramente cambiato non solo il franchise, ma probabilmente l’intero genere dei comic-book movies. Ad agosto però, a pre-produzione già avviata, la Warner Bros cambiò nuovamente idea in favore di Batman: Anno Uno. Il progetto vero era infatti quello di adattare la celeberrima graphic novel di Frank Miller che raccontava per la prima volta dettagliatamente le origini di Batman.Ancora Joel Schumacher provò a rientrare in gioco, ma la WB gli preferì un regista giovane e in netta ascesa come Darren Aronofsky, il quale decise di collaborare direttamente e personalmente con Frank Miller per realizzare il film. I due iniziarono a scrivere la sceneggiatura, ma quando arrivò nelle mani della Warner Bros i dirigenti trovarono tutto tranne quello si aspettavano: il giovane orfano Bruce Wayne, dopo l’omicidio dei genitori, non va nella sua immensa villa accudito dal maggiordomo, ma viene adottato da un rozzo meccanico di nome Big-Al (l’Alfred della storia) nella sua officina, e cresce vivendo la vita di strada tra gang, furti, crimini e prostitute, tra cui la giovane Selina Kyle. Vivendo lo sporco della sua città, Wayne decide di combattere il crimine diventando un vigilante vestito da gigantesco pipistrello, coprendosi il volto con una maschera da hockey, e stringe amicizia con James Gordon, un poliziotto dai metodi spicci e brutali con chiari istinti suicidi. Aronofsky voleva girare il film a Tokyo ispirandosi stilisticamente ai thriller urbani degli anni ’70 come Taxi Driver e Il Braccio Violento della Legge, ritraendo i bassifondi con una polizia sempre più corrotta ed una società sempre più marcia. Per quanto l’idea del film potesse apparire affascinante, e un Batman vietato ai minori molto realistico, non si può biasimare la Warner Bros per aver annullato il progetto, avendo il film un appeal commerciale sotto zero e deviano troppo dalla storia originale. La compagnia cercò di salvare l’adattamento contattando i fratelli Wachowsky, ma i due decisero di non mollare la loro saga di Matrix. Nell’estate del 2002, anche l’idea di adattare Batman: Anno Uno poteva dirsi fallita.

La Warner Bros a quel punto, di fronte anche all’immobilità sul fronte Superman (diversi progetti per riportare al cinema la saga sull’ultimo figlio di Krypton fallirono uno dietro l’altro), decise di ritirare fuori una idea dell’anno precedente dello sceneggiatore Andrew Kevin Walker su un film che vedeva protagonisti sia Batman sia Superman, cercando di prendere due piccioni con una fava e salvare il salvabile. Akiva Goldsman (che aveva scritto i due film di Schumacher, quindi non proprio un eroe agli occhi dei fans) venne richiamato per sistemare la sceneggiatura, e Wolfgang Petersen fu contattato per la regia. Nell’estate del 2002, quindi subito dopo il fallimento di Batman: Anno Uno, Goldsman consegnava il suo copione e Petersen firmò il contratto: Batman vs Superman era realtà. La storia vedeva i due eroi naturalmente amici anni dopo le loro canoniche avventure, con diversi problemi emotivi: Clark Kent doveva affrontare un divorzio da Lois Lane, mentre Bruce Wayne aveva perso nel corso degli anni Alfred, Gordon e pure Robin, tutti morti. Wayne trova conforto nella relazione con la giovane Elizabeth Miller, i due si sposano e Clark è il testimone di nozze: il giorno del matrimonio però riappare improvvisamente Joker, il quale uccide senza pietà la sposa. Bruce decide di vendicarla riprendendo il costume di Batman, ma Clark prova a dissuaderlo: a quel punto Bruce accusa l’amico di avere la colpa nella morte di Elizabeth, per non aver fatto nulla per impedirlo, ed i due iniziano una furibonda battaglia. Solo successivamente si scopre che era tutto un piano ordito da Lex Luthor col Joker per mettere i due eroi uno contro l’altro, fino all’ovvia riconciliazione e vittoria finale. Il soggetto a dir poco banale piace però ai dirigenti che fissano per l’inizio del 2003 una sessione di riprese di circa 6 mesi, stabilendo l’uscita nei cinema per l’estate del 2004. Il regista Wolfgang Petersen si dice entusiasta, vedendo nei due eroi due opposte essenze del bene, una luminosa e buona e l’altra oscura e tormentata, e contatta gli attori Christian Bale e Josh Hartnett per i ruoli rispettivamente di Batman e Superman. Ma la maledizione non finisce nemmeno stavolta, e per problemi di budget, continue revisioni alla sceneggiatura, e l’impegno di Petersen con le riprese di Troy che si fa sempre più pressante, anche questo film, il più vicino ad essere realizzato, muore in autunno. La Warner Bros, responsabile nella caduta della saga e dei continui progetti falliti, ha però il grande merito di non arrendersi, e torna a proporre una nuova storia sulle origini di Batman per iniziare un nuovo franchise. Nel dicembre 2002 lo studio rifiuta un approccio di Joss Whedon che aveva già scritto una sceneggiatura sulle origini del cavaliere oscuro, ma ormai la strada intrapresa va verso quella direzione.

E all’orizzonte, fortunatamente, si affaccia il nome di Christopher Nolan.

Nel gennaio 2003 la Warner Bros ingaggia il giovane regista inglese Christopher Nolan per un film sulle origini di Batman, due mesi dopo arriva l’ingaggio di David Goyer per il copione: Goyer prepara il soggetto, ma entrambi scrivono la sceneggiatura. Nolan fino a quel momento aveva diretto solo 3 film: il primo è un piccolo thriller inglese a bassissimo budget in bianco e nero dal titolo Following, ma dopo arriva però il capolavoro Memento, un intricato e affascinante thriller, forse uno dei film più originali mai visti al cinema, e infine il suo primo lavoro con uno studio su commissione, il thriller Insomnia, remake di un film scandinavo, che lo introduce al mondo di Hollywood e al lavoro con le grosse star. Il lavoro della coppia sul mito di Batman porta a BATMAN BEGINS, titolo a cui la WB concede luce verde e accontenta fans e dirigenti: un film dall’approccio più serio, dark, addirittura realistico, rimanendo sempre nei confini del rating PG13 per il pubblico americano, che inizia una nuova continuity. Inizia il casting, e finalmente dopo tanto corteggiamento e due tentativi andati a vuoto Christian Bale diventa il nuovo volto e corpo di Batman; Gary Oldman, seppur famoso per i suoi ruoli da cattivo, supera la concorrenza di Chris Cooper e Kurt Russell e diventa il nuovo James Gordon, finalmente un personaggio a cui dedicare più spazio e importanza a differenza della prima saga; Michael Caine, dopo il rifiuto di Anthony Hopkins, è il nuovo maggiordomo e fido consigliere Alfred, iniziando per l’attore un sodalizio importantissimo col regista; Katie Holmes è la giovane love interest di Bruce Wayne, Tom Wilkinson viene scritturato per il piccolo ma importante ruolo del mafioso Carmine Falcone, Morgan Freeman è l’ingegnere Lucius Fox della Wayne Enterprises. I villain principali del film, ruoli sempre molto attesi dai fans, sono due personaggi fondamentali del pantheon dei cattivi del cavaliere oscuro: l’esperto Liam Neeson interpreta Ra’s al Ghul, mentre Cillian Murphy (unica scelta per la parte dopo aver impressionato Nolan in un provino per la parte di Batman) è lo Spaventapasseri. Le riprese del film partono nel febbraio 2004, e stavolta iniziano davvero, e questo già abbastanza per far esultare tutti i fans che finalmente dopo tanti e svariati tentativi, più o meno discutibili, avranno il loro agognato film su Batman. Dopo un lungo periodo tra set e post-produzione il film finalmente esce nei cinema il 15 giugno 2005: è un buon successo, pur superando come incassi tutti i suoi predecessori tranne Batman del 1989, non travolge il box office come si sperava (soprattutto fuori dagli Stati Uniti) dopo una così lunga attesa, ma il responso critico è unanime nel decretare il trionfo. Batman Begins è il film che tutti i fans di Batman sognavano da anni: un racconto sulle origini fedele e al tempo stesso originale, con un approccio dark, molto serio e ancorato alla realtà, senza giocattoli scintillanti, costumi luminosi o cattivi sopra le righe, una storia che rimette Bruce Wayne e soprattutto Batman al centro del mondo, a differenza degli altri film in cui il focus era ormai tutto dedicato ai villain, con una cura psicologica dei personaggi, delle motivazioni, delle azioni e delle conseguenze da drammaturgia teatrale. Naturalmente il successo della pellicola e la consapevolezza di aver tra le mani il giusto approccio alla storia permettono alla Warner Bros di poter programmare il futuro della saga, ovvero un sequel. Christopher Nolan tentenna molto poco, anche perchè la WB gli garantisce nel frattempo tempo e soldi per poter girare un altro film, l’ottimo The Prestige. Ma tutti sono ormai orientati verso la continuazione della nuova saga di Batman, David Goyer ritorna nel team di scrittura a cui si aggiunge pure Jonathan Nolan, fratello del regista. E il primo annuncio è di quelli da far impazzire ogni fans del cavaliere oscuro che si rispetti: nel nuovo saranno presenti sia Joker (come intuito nel finale di Batman Begins) sia Harvey Dent/Due Facce, vale a dire due tra i più famosi villain di sempre.

Il 31 luglio 2006 un comunicato stampa della Warner Bros annuncia ufficialmente il nuovo film intitolatoTHE DARK KNIGHT (da noi Il Cavaliere Oscuro), il primo film della saga a non avere nel titolo il nome di Batman, e in contemporanea l’ingaggia di Heath Ledger per l’iconico ruolo del Joker. Sul web non tutti i fans sono entusiasti dell’attore australiano famoso principalmente per ruoli drammatici, come se per interpretare il Joker bisogna essere per forza attori istrionici e non semplicemente (come per qualsiasi ruolo o personaggio) ottimi attori. Poco dopo al cast si unisce anche Aaron Eckhart per la parte di Harvey Dent e Maggie Gyllenhaal per sostituire Katie Holmes, impossibilitata a tornare per un conflitto di impegni. Le grandi aspettative dei fans, e i dubbi di molti, trovano serenità e fiducia nella diffusione durante le riprese della prima immagine di Joker, terrificante e paurosa, con una cicatrice e non una trasformazione a causa dell’acido che dimostra l’ancoraggio alla realtà della saga nolaniana. Infatti mentre si svolgono le riprese, in contemporanea parte una fantastica campagna virale sul web senza precedenti, concentrata sugli atti vandalici del Joker e sulla campagna elettorale per il ruolo di procuratore distrettuale di Harvey Dent (ormai celebre lo slogan “I Believe in Harvey Dent”) con tanto di filmati girati ad hoc. Ad agosto del 2007 arriva online un breve teaser trailer che, pur senza mostrare un solo frammento del film, con poche frasi ad effetto fa cresce a dismisura l’hype. A dicembre arriva nei cinema il primo strepitoso trailer(purtroppo mai mostrato nelle sale italiane) e un prologo di 6 minuti che mostra la prima scena del film, un’operazione interamente dedicata ad introdurre la figura del Joker. La campagna promozionale del film e l’intera produzione subisce però un bruttissimo colpo il 22 gennaio 2008: nel suo appartamento a New York l’attore Heath Ledger viene ritrovato morto, e pochi giorni dopo le autorità dichiareranno che il decesso è avvenuto avvenuta per avvelenamento accidentale causato dagli effetti combinati di sonniferi, ansiolitici e analgesici che l’attore stava prendendo dietro regolare prescrizione medica. La scomparsa dell’attore è un evento travolgente, per l’ovvio dramma di una scomparsa prematura, per il colpo emotivo nei confronti dei colleghi e di chi stava ancora lavorando sul film in post-produzione, e per il suo ruolo centrale nel film più atteso dell’anno, La WB sposta l’attenzione della campagna marketing da Joker e Due Facce per ovvi motivi, mentre Nolan si affretta a dichiarare che naturalmente l’attore aveva completato tutte le scene l’ottobre precedente e nulla sarà tagliato nel film. La pellicola esce finalmente nelle sale il 18 luglio 2008, ed il boom è qualcosa di assolutamente inaspettato: il film incassa nel primo week-end 158 milioni di dollari, il miglior esordio di sempre fino ad allora, rimane in testa per 4 settimane consecutive battendo numerosi record, e ella fine della corsa sarà in quel momento il secondo miglior incasso nella storia americana con 533 milioni, dietro solo a Titanic, e il quarto film nella storia che riesce a superare il traguardo del miliardo di dollari a livello globale, imponendosi naturalmente come maggior successo nella saga di Batman e tra i film sui supereroi. Il responso del pubblico va a braccetto con quello della critica, che lo elegge subito come capolavoro che trascende il genere fumettistico ed entra di diritto tra i grandi film, ottenendo a fine anno diversi podi nelle classifiche dei vari critici americani, cosa mai accaduta ad un comic-book movie. Dopotutto ci troviamo di fronte davvero ad un film spartiacque: Christopher Nolan utilizza il mito e i personaggi Batman, l’eroe più umano e tormentato tra tutti quelli dei fumetti, per creare un thriller metropolitano in cui mostrare l’eterna lotta tra bene e male, la corruzione del potere e delle persone, la creazione dell’anarchia e come, fondamentalmente, buoni e cattivi siano in realtà due facce della stessa medaglia che non possono stare l’una senza l’altra. La grandezza e la genialità della rivisitazione nolaniana dell’universo fumettistico è propria questa, Batman e Joker potrebbero essere sostituiti da un detective e da un criminale qualsiasi e comunque la complessità del film rimarrebbe intatta. La costruzione della storia, l’intreccio narrativo, lo sviluppo di tutti i personaggi, i colpi di scena, la cura dei dialoghi, tutto completa un’opera incredibile, in cui emerge il sorriso finale di Heat Ledger, autore di una performance sbalorditiva, il ritratto di un villain leggendario che qui assume una più universale dimensione. Proprio la prova indelebile di Heath Ledger diventa iconica, lontano anni luce dal villain clownesco di Jack Nicholson, il suo Joker infatti è un criminale psicopatico, un agente del caos il cui divertimento non è fare del male, ma creare il male. Il compianto attore australiano, purtroppo in via postuma, ottiene tantissimi riconoscimenti, che culmineranno nella notte degli Oscar quando vincerà la statuetta per il miglior attore non protagonista, ritirata dalla sua famiglia in un momento molto toccante. Proprio quella notte il film riceverà la definitiva consacrazione, ottenendo 2 premi da 8 nominations, il massimo mai raggiunto da un comic-book movie, e la prima statuetta di sempre per la prova di un attore.

Naturalmente dopo un trionfo simile non ci si può fermare, ma i fans devono penare più del previsto: nel frattempo Christopher Nolan realizza il suo originale capolavoroInception, e non si sbottona mai su un terzo capitolo della saga di Batman. L’attesa è lunga, ma finalmente nell’autunno 2010 i nodi sono sciolti, il nuovo film si farà col titolo THE DARK KNIGHT RISES (da noi Il Cavaliere Oscuro – il Ritorno) e sarà il capitolo finale della trilogia nolaniana, nuovo elemento innovativo quello di creare una storia con un inizio ed una fine, in un genere fatto di lunghi franchise e costanti reboot che non vedono mai una conclusione logica o stabilita. Il cast principale torna nel film con 4 aggiunte decisive: Marion Cotillard nell’ambiguo e misterioso ruolo di Miranda Tate, personaggio creato apposta per il film; Joseph Gordon-Levitt nella parte del poliziotto John Blake; Anne Hathaway nella parte di Catwoman, il personaggio femminile più importante ed iconico nell’universo di Batman; ed infine Tom Hardy nei panni di Bane, un villain che finalmente può competere con Batman non solo a livello mentale ma anche e soprattutto fisico. I trailer ci mostrano una Gotham City sempre più disastrata ed un Batman sempre più alle strette, mai come ora la parole fine sembra adeguata. Ma sarà proprio così? Il 20 luglio in America ed il 29 agosto in Italia arriveranno le risposte, ma chiusa l’indimenticabile e fondamentale saga di Christopher Nolan, il mito di Batman al cinema è destinato ad avere ancora un futuro. C’è voluta tanta fatica e tanto impegno per portare questo personaggio dal fumetto al cinema, e poi per riportarlo nuovamente. Ci saranno altri film, altri interpreti, altri registi, altre storie, altri villain, altri approcci, altri successi o forse pure flop, altri momenti di gioia ed altre decisioni che faranno infuriare i fans: sicuramente in un modo o nell’altro, l’immortale mito di Batman non tramonterà mai.

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